ROMA- E' una domenica triste e cupa, questa che stiamo vivendo. In mattinata si è diffusa la notizia della morte di Davide Astori, difensore della Nazionale italiana e capitano della Fiorentina. Non ci sono parole che possano descrivere il dolore nel cuore di tifosi, giocatori o addetti ai lavori di tutta Italia. Tutti si stringono intorno alla famiglia di uno dei difensori italiani più forti del momento, che si è spento a soli 31 anni dopo una carriera al vertice del calcio italiano. Una carriera che ha sfiorato anche la Lazio, nel lontano 2014. Una vicenda che terminò con il trasferimento alla Roma, per il rammarico dei tifosi biancocelesti.
Ciao Davide, (comunque) uno di noi
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COMUNQUE UNO DI NOI
Dopo essere cresciuto nel settore giovanile del Milan, Astori si è affermato nel calcio italiano con la maglia del Cagliari. Le ottime prestazioni con i sardi hanno attirato su di lui le attenzioni di diversi top club italiani, tra cui la Lazio. Era il 2014, e Davide era pronto al salto di qualità, lasciare la provincia per cimentarsi con una grande piazza e lottare per grandi obiettivi. La Lazio sembrava aver raggiunto un accordo con il giocatore e con il Cagliari: 6 milioni di euro più bonus per un trasferimento che ormai sembrava cosa fatta. Sembrava, perchè all'ultimo si è inserita la Roma che, con un'offerta più alta, ha superato la Lazio anche nel gradimento del calciatore e alla fine è riuscita a portarlo sulla sponda giallorossa del Tevere. Una vicenda di mercato che ha scatenato polemiche sull'operato di Lotito e Tare, e che provocò una pesante contestazione dei tifosi biancocelesti. Le stagioni con la maglia romanista non sono state fortunate, e allora per lui si sono aperte le porte della Fiorentina. A Firenze ha trovato un'ambiente che ha creduto in lui, che ne ha fatto una bandiera e un capitano che è tornato protagonista anche con la maglia della Nazionale. Mai una polemica, mai una parola fuori posto: Astori era l'antidivo, ma un modello esemplare per i giovani. La redazione di Cittaceleste si stringe, come tutta la Nazione, attorno alla famiglia, alla moglie Francesca e alla figlia, di soli due anni, Vittoria. Davide Astori sarà ricordato per quello che era, un difensore di classe e personalità, dentro e fuori dal campo.
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