Città Celeste archivio2018 UNA VITA DA LAZIALE- Il tacco del Re, un negroni e 300 spartani
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UNA VITA DA LAZIALE- Il tacco del Re, un negroni e 300 spartani

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Torna la rubrica che racconta la partita biancoceleste con le emozioni del tifoso

di Simone Cesarei

ROMA- E' stata una domenica particolare, nel nome di Astori. A tutti noi è scesa una lacrima, durante quel silenzio assordante udito in tutti i campi d'Italia. Una Nazione intera che abbandona tifo e rivalità per unirsi nel ricordo di un ragazzo volato via troppo presto. Nel nome di Davide giocatori ancora con gli occhi gonfi sono scesi in campo, mentre tifosi e appassionati sono tornati a parlare di calcio. Non senza un minuto di rispetto, una preghiera silenziosa. Ciao Davide, ovunque tu sia.

GALEOTTO FU IL VAR

immobile

Torna la Serie A dunque, e tornano i soliti patemi. Il laziale ormai lo sa, non esiste una partita facile, specialmente in questo periodo. La domenica pomeriggio ha il sangue avvelenato: colpa di una Lazio che sembra la gemella storpia di se stessa, colpa di un arbitro che si dimentica dell'esistenza del Var, salvo ricordarsene al momento giusto. Solo che il momento giusto, è sempre per gli altri. Noi ancora una volta siamo lì, seduti davanti a quella tv a cui abbiamo appena tirato contro il telecomando, a chiederci quale divinità abbiamo fatto arrabbiare. E' difficile parlare di una prestazione non all'altezza quando ti vengono negati in sequenza, a distanza di una settimana gli uni dagli altri, dei rigori che definirli solari è usare un eufemismo. Contro la Juve abbiamo assistito ad un'entrata alla Karate Kid, mentre quì due giocatori del Cagliari volevano dare un bacino un po' troppo violento a Immobile, per la gelosia di Jessica. Galeotto fu il Var, è proprio il caso di dirlo. Perchè il direttore di gara non ha voluto consultare quella tecnologia tanto bramata, ma che ora gli arbitri hanno paura di usare? Perchè cadere ancora nei cattivi pensieri, quelli che ti fanno parlare di un campionato falsato, quando puoi prevenire ogni polemica? Forse un giorno riuscirò a darvi una risposta, ma per il momento c'è solo tanta, tantissima amarezza. Pavoletti segna di carambola, la Var funziona a intermittenza e poi arriva Ciro. Ah, Ciro. Nonostante abbia giocato forse una delle sue peggiori partite stagionali riesce comunque a far spuntare il sole sopra la Sardegna Arena. Colpo di tacco al volo da fuori area all'ultimo minuto, scusate se è poco. Proprio quando il telecronista era pronto a gridare alla crisi biancoceleste, Re Ciro salva baracca e burattini, cercando di rendere dolce una giornata più amara di un negroni bevuto in un sorso solo. Per una battaglia che finisce però ce n'è subito un'altra che comincia. Giovedì sera si va a Kiev, a giocarsi i quarti di finale, fortunatamente lì il Var non c'è. La citazione giusta per prepararsi ad una partita che sa di riscatto arriva da uno dei film più epici ed esaltanti di sempre, 300: "Torna con il tuo scudo, spartano, o su di esso".

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