Città Celeste Dal mondo La moglie confessa: "Boskov ha perso con l'Alzheimer"
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La moglie confessa: "Boskov ha perso con l'Alzheimer"

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A pochi giorni dalla scomparsa di Vujadin Boskov la moglie Yelena ha concesso una straziante intervista a 'Il Corriere Mercantile' nella quale ricorda l'amatissimo tecnico di Sampdoria, Napoli e Roma e la sua battaglia degli ultimi anni contro una terribile malattia. "Il mio Vujke ha combattuto fino alla fine contro…

A pochi giorni dalla scomparsa di Vujadin Boskov la moglie Yelena ha concesso una straziante intervista a 'Il Corriere Mercantile' nella quale ricorda l'amatissimo tecnico di Sampdoria, Napoli e Roma e la sua battaglia degli ultimi anni contro una terribile malattia. "Il mio Vujke ha combattuto fino alla fine contro il morbo di Alzheimer - ha raccontato -. Era convinto che sarebbe stato il primo a batterlo. Alla fine ha perso, ma non è stato sconfitto". I primi problemi risalgono al 2003, quando ancora la famiglia Boskov risiedeva in Italia. "Di fronte ad alcuni sintomi di stanchezza e amnesia i dottori ci dissero che temevano si trattasse di Alzheimer. Poi una visita a Ginevra confermò la diagnosi. Questa - spiega la signora Boskov - è una malattia che al momento è ancora incurabile, i farmaci che vengono somministrati servono solo a rallentarne l'avanzamento. Poi la situazione è peggiorata e Vujke mi ha chiesto di andare via da Genova per andare a Novi Sad. Voleva morire laggiù". In Serbia però si sarebbero aggiunti anche altri problemi: "I ladri più volte hanno svaligiato la nostra casa. Si sono portati via trofei e ricordi della sua carriera. Fortunatamente abbiamo ancora la medaglia olimpica di Helsinki '52 e la targa per la presenza nella selezione europea. Quelle le avevo conservate nella nostra casa di Genova e sono rimaste lì".

Sabato scorso, a poche ore dalla morte, Yelena ha incontrato per l'ultima volta il marito nella casa di cura di Sremska Kamenica, dove era ricoverato da quattro mesi senza essere quasi più in grado di parlare: "Quando ci lasciammo mi fece cenno a gesti. Non parlò, ma facendosi capire mi comunicò che ci saremmo visti l'indomani. Ero molto triste, avevo la sensazione che questo non sarebbe successo. Domenica pomeriggio, quindi, mi hanno chiamato per dirmi che era morto".

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