Italia, l'allarme di Prandelli: "Ora basta violenza, Fifa o Uefa potrebbero fermarci"
Dopo i vergognosi fatti di Roma avvenuti prima della finale di Coppa Italia, Cesare Prandelli mette in allerta il calcio italiano: "Non dobbiamo far finta di nulla, gli stadi devono essere un luogo di aggregazione propositiva e non di minacce - spiega il c.t. a Radio Anch'io lo sport -. Adesso abbiamo bisogno di una grande riflessione, che coinvolga tutto il Paese, altrimenti la Fifa o l'Uefa ci fermeranno, come hanno fatto con gli inglesi".
Il c.t. azzurro non usa giri di parole per commentare quanto accaduto dentro e fuori l'Olimpico di Roma: "Quando c'è stata la trasferta della Lazio in Inghilterra e abbiamo visto i problemi che hanno avuto, ho pensato che prima o poi qualcuno ci fermerà. Noi italiani siamo così, abbiamo bisogno di toccare il fondo per poi risalire. Le processioni sotto le curve vanno evitate (il riferimento è al colloquio di Hamsik con la curva napoletana, ndr). I protagonisti sono il gioco e i giocatori, l'evento, non gli spettatori. Un annuncio che spiegasse a tutto lo stadio la situazione sarebbe stato sintomo di civiltà. I fischi all'inno? Non c'è nulla di civile in tutto ciò".
Fortunatamente tra poco più di un mese comincerà il Mondiale. Non poteva quindi mancare un'analisi sulle scelte in vista del Brasile: "Tutti mi stanno mettendo in difficoltà con le scelte, ma è quello che volevamo - rivela Prandelli -. I giocatori stimolati qualche tempo fa si stanno mettendo in luce. Balotelli? Con noi è stato impeccabile: gol e comportamenti corretti. Da lui mi aspetto le prestazioni, come ieri sera. I giocatori importanti devono fare sempre prestazioni, più che i gol. Insigne? E' nei trenta, ma è normale che non potremo andare al Mondiale con 30 giocatori. Nella prima lista ce ne saranno 7, e per il Brasile ne partiranno 5".
Infine, ecco il punto sulle sorprese di questo campionato: "Luca Toni ha ritrovato allegrie e spensieratezza, è stato determinante e un riferimento per molti giovani. Per quanto riguarda il rendimento, dico Immobile, che ha dovuto conquistarsi tutti considerate le premesse iniziali. Toni non verrà perché abbiamo iniziato un progetto e bisogna avere la forza di portarlo avanti - rivela Prandelli -. Se dovessi essere in difficoltà, però, so dove andare a parare. Amazzonia? Sono affascinato di giocare là, arriveremo preparati al Mondiale".(Sportmediaset.it)
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