Città Celeste Dal mondo Reja: "De che stamo a parlà?"
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Reja: "De che stamo a parlà?"

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Penultima conferenza stampa stagionale per Edy Reja, tecnico della Lazio, alla vigilia della gara contro l'Inter a San Siro. Le parole dell'allenatore goriziano sono precedute dalla presentazione di un evento del settore giovanile di casa biancoceleste, dove la Lazio sarà impegnata, con i suoi classe 2000, in un evento in…

Penultima conferenza stampa stagionale per Edy Reja, tecnico della Lazio, alla vigilia della gara contro l'Inter a San Siro. Le parole dell'allenatore goriziano sono precedute dalla presentazione di un evento del settore giovanile di casa biancoceleste, dove la Lazio sarà impegnata, con i suoi classe 2000, in un evento in Portogallo. Presente in sala stampa Sebastiano Siviglia, allenatore dei Giovanissimi Regionali della Lazio. A Lisbona si terrà il Secondo Forum Internazionale "Football For Frendship" dove la Lazio sarà chiamata a rappresentare l'Italia proprio con i Giovanissimi Regionali. Arriva anche il commento di Reja. "Il club sta lavorando col settore giovanile in modo eccezionale, non solo come risultati: se vogliamo continuità, dobbiamo aumentare gli sforzi, solo con un lavoro sui giovani più attento si può migliorare il calcio".
Sulla formazione. "Ci sono state sorprese per quanto riguarda gli infortunati. Dispiace, ho trovato problemi anche quando sono arrivati. D'altra parte serve far fronte agli infortuni, a lungo andare queste stagioni sono pesanti e la fatica si fa sentire. In difesa ho tante assenze, due esterni e cambierò tipo di gioco. Candreva ieri si è allenato ma da tre giorni cercava di smaltire la fatica accumulata in tutto il campionato: è uno che non si risparmia e qualche affaticamento ci può stare, vedrò se mi darà la disponibilità".
Sulla 'coperta corta'. "Sono venute fuori voci e prese di posizione. Oramai conosco le linee, non mi sorprende cosa leggo. Alcuni quotidiani non hanno forse capito il senso di quel che ho detto. Ho già parlato in settimana di questo, non ho mai fatto battute: dico solo, umilmente, che ho fatto 33 punti da quando sono arrivato e questa marcia comporterebbe l'Europa League piena. Ogni settimana sento voci su un nuovo tecnico, sento che non abbiamo programmato... Che devo fare? Sono arrivato ed ho salvato la squadra, poi il quarto posto. Poi 62 punti ed un quarto posto, mettendo dietro Juve, Inter, Roma, Milan. Non so cosa si pretenda: non c'è riconoscimento e gratificazione per il nostro lavoro. Non viviamo un ambiente facile quest'anno: il destino era nelle nostre mani. Non abbiamo ancora fallito l'obiettivo Europa, c'è ancora una minima percentuale di poterlo centrare. Bisogna cambiare atteggiamento anche nelle critiche, non si può lavorare così. Ogni volta che vado allo stadio ci sono dei fischi al mio nome. Non capisco perché, vorrei capirlo. Non devo piacere a tutti ma come dite voi a Roma, de che stamo a parlà? Di cosa stiamo parlando? C'è una linea critica che colpisce tutti ma serve un distinguo". (Tuttomercatoweb.com / Cittaceleste.it)