Arrica su Gascoigne: “Quando a Italia ’90 andavo alla ricerca di Gazza…”

Ecco le parole del dirigente del Comitato organizzatore dei Mondiali di Italia ’90, Stefano Arrica

di redazionecittaceleste

Di Valerio Marcangeli

ROMA – Gli anni passano, eppure di volta in volta affiorano novità sul particolare carattere dell’ex calciatore della Lazio, Paul Gascoigne. Tanto forte quanto pazzo, questa è la frase che nella maggior parte dei casi si sente dire quando si parla di Gazza.

Dell’ex centrocampista biancoceleste e dell’Inghilterra ne ha parlato il dirigente del Comitato organizzatore dei Mondiali di Italia ’90, Stefano Arrica. Quest’ultimo aveva legato molto con l’allora ct degli inglesi, Sir Bobby Robson, per questo era molto addentrato nelle vicende riguardanti Gazza. Ecco cos’ha raccontato a Il Fatto Quotidiano: “Partivo con qualcuno dello staff e andavo alla ricerca di Gazza, lo trovavamo in qualche bar della spiaggia che beveva. A 23 anni aveva già un problema con l’alcol. ‘Dai Paul, non rompere le palle’, gli dicevo in inglese’. ‘Ancora cinque minuti’, mi rispondeva. Non era mai facile riportarlo in albergo. Nel frattempo aveva fatto amicizia col barista e fraternizzato con tutto il bar. Non era mai rissoso. Era un ragazzo tenerissimo con un cuore grande, ma completamente pazzo. Chissà se si ricorda ancora di me. Oggi sto male quando lo vedo in certe condizioni”.

E continua: “Era un giamburrasca. Quando beveva biascicava parole incomprensibili. Già con il suo accento di Newcastle faticavo a comprenderlo. No, non era mai facile convincerlo. Anche perché non era una piuma. Mi aiutava il massaggiatore. Ad ogni modo Gazza ci teneva molto alla Nazionale e a fare bene. In quelle settimane ne combinò parecchie, ma successivamente con le squadre di club ne fece di peggiori. Ricordo che a Is Molas David Platt cercava di farlo ragionare. Allora avrei scommesso che sarebbe diventato Pallone d’oro. Quando partiva in progressione, cambiava tre velocità. Ne parlavo spesso con Liam Brady, in Italia in veste di telecronista. Gascoigne era il più forte del Mondiale. A Bari giocammo anche una partita a tennis, io lui, David Platt e John Barnes. C’era un pubblico che sembrava di essere al Roland Garros. Anche in Puglia Paul scappò dal ritiro, lo ritrovai completamente ciucco ad Alberobello”.

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