Correa è l'arma per spaccare la Roma
ROMA - A Marassi ha mandato in tilt la Samp, ha accelerato e messo lo zampino sul risultato. Ha segnato e non ha esultato, state certi che con la Roma farà il matto: «Grande inizio, ma ora testa al prossimo incontro». Correa promette di correre più forte del vento, di sollevarsi sugli avversari: «Perché sono pronto al decollo». Allacciate le cinture, Joaquin vuole sostituire Olympia all'Olimpico.
BLINDATO
Ha voglia di mostrare il suo infinito talento, Correa ha ricominciato da dove ci aveva lasciato. Il giorno della definitiva consacrazione è scattato il 15 maggio. Correa è esploso: in finale con l'Atalanta indimenticabile l'ultimo scatto, quella corsa forsennata al novantesimo per chiudere il conto. Già dalla semifinale di ritorno di Coppa col Milan, Joaquin aveva però preso per mano la Lazio per regalarle l'Europa e un altro trofeo. E pensare che tutti gli rimproveravano la scarsa efficacia sotto porta. Anche alla faccia di chi ancora non lo riconvoca con l'Argentina, Correa ha già segnato alla prima. Contro la Sampdoria, la squadra che lo aveva pagato 9 milioni per portarlo in Italia. La Lazio lo ha ricomprato a 16 (oltre a tre di bonus) dal Siviglia, ma quest'estate ha inserito subito una clausola (da 70 milioni) che fa capire quanto lo stima. Lotito ha voluto blindare così il suo gioiello, insieme all'adeguamento e al rinnovo sino al 2024.
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