Correa, manca sempre quel "Tucu" per fare il salto
ROMA - Il Tucu non ha paura di tirare il calcio di rigore. Eppure è proprio da questi particolari che ora si giudica il giocatore. E anche l'allenatore. Per colpa sua, pure Inzaghi passa dalle stelle alle stalle, da possibile eroe dei cambi a imputato sulla lista dei rigoristi. Dopo l'espulsione di Leiva, a sorpresa, Simone toglie bomber Immobile e punta su Correa. Ha ragione sulla scelta.
PRECEDENTE
Contano i numeri. Corrrea aveva battuto solo un penalty ufficiale in carriera prima di ieri. Lo aveva fallito (parato) il 26 febbraio 2017 in Champions contro il Leicester. A Siviglia però quel flop non era costato tre punti. Adesso possiamo pure attaccarci ai legni, salgono addirittura a sette quelli colpiti. Nessuno ha avuto più sfortuna della Lazio nei primi cinque campionati europei, ma vanno comunque considerati errori. La verità è che il Tucu non riesce mai a trasformare in gol i tiri. Anche al Dall'Ara è il solito Dottor Jekyll e Mr Hyde. Decisivo nel bene e nel male, prendere o lasciare. Correa crea e poi sbaglia, ora però è sempre più croce che delizia. Nove centri (e 7 assist) in ormai 72 gare di Serie A. Una punta non si può più solo giudicare dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
Cittaceleste.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
