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Derby, lo spettacolo stavolta è solo nelle Curve

Derby, lo spettacolo stavolta è solo nelle Curve

Strepitosa coreografia della Nord, la Sud invoca il ritorno alle origini del suo stemma

di redazionecittaceleste

ROMA – La memoria ritorna e s’aggiorna. Il derby è arte, il derby è storia. Si sfidano ad effetti speciali, Nord e Sud, anche stavolta. Non conta la classifica, nella capitale solo la supremazia assoluta. Spettacolo, brividi forti all’Olimpico prima della stracittadina. La Curva laziale si colora come la Cappella Sistina, Michelangelo scende sullo stadio e pennella una maestosa scenografia. Dipinge la mano di Dio, creatore della Lazio. Pura, senza fusioni, come riecheggia il famoso quadro. Come Adamo, il primo uomo, c’è il primo club della capitale e, dal 1900, si chiama Lazio. In un mare biancoceleste si toccano le due dita e sotto c’è la spiegazione scritta: «La Lazio non proviene da… La Lazio è!». A differenza della Roma, negli ultimi anni tra l’altro tribolata da una contestata presidenza americana. E’ all’ex proprietà allora che si rivolge la Sud, stavolta: c’è un intero settore di giallo e rosso a incorniciare lo storico stemma, quello guarda caso modificato da James Pallotta. Il messaggio è spiegato ed evidenziato proprio ai piedi della Curva: «Questo stemma ho nelle vene, questo stemma mi appartiene». Un segnale importante dai tifosi della Roma al nuovo numero uno Friedkin, che dovrà riportare anche un po’ del passato giallorosso a casa.
PROBLEMI
Elettrico l’incitamento di Rizzitelli sotto la Sud prima del fischio d’inizio dell’arbitro Calvarese. L’ex giallorosso fomenta con salti e sciarpe le folle: «Questa è la Roma. 90 minuti posso farli. Se mi passa sopra un treno in questo momento non mi fa niente». Quindi la Curva romanista chiede agli addetti dello stadio di non accendere le luci in uno striscione. Il motivo? Evitare che risalti il “Forza Lazio” fatto di lumicini nel settore biancoceleste. Alla fine lo stesso si legge, anche se il risultato non è certo così appariscente. Il colpo d’occhio sugli spalti invece è spettacolare, nonostante qualche problema col sistema d’accesso ai tornelli: file chilometriche di circa 40′ per entrare, sedersi sulle seggiole e cominciare a tifare.
ALLERTA
Pochi cori contro Zaniolo, inquadrato in Tribuna e sino a ieri mattina ancora bersaglio di sfottò e polemiche. L’allerta delle autorità era massima nelle scorse ore. Anche per tutta una serie di striscioni e insulti, che avevano portato la tensione alle stelle. Invece la domenica sera trascorre in parte tranquilla, nonostante il bollettino riporti qualche strascico capitale. Scontro a Ponte Milvio nel pre-partita, ma in realtà si tratterebbe di un tafferuglio fra laziali con due feriti in pspedale. Dentro l’Olimpico tutto fila alla grande. I 60mila tifosi si godono un derby senza vincitori, ma alla fine sono i biancocelesti ad esultare. Facce tristi, quelle giallorosse, per un pareggio che lascia invariato il distacco Champions e una partita in più alla Lazio da giocare. Decideranno le altre squadre il migliore, per il derby se ne riparla la prossima stagione.

Cittaceleste.it

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