La difesa è il vero punto debole della Lazio

20 gol subiti fra campionato e coppe. Serviva ben altro dal mercato

di redazionecittaceleste

ROMA – La Champions sta senz’altro condizionando il campionato di tutte le big. Così anche la Lazio n queste prime 9 partite, ha collezionato appena 14 punti. È la peggior partenza nell’era Inzaghi e nelle ultime 11 stagioni. A preoccupare è la prestazione contro l’Udinese tutti i biancocelesti, ma sono i numeri della difesa adesso ad essere irriconoscibili. Appena 2 gare (fra campionato e Coppe, a Crotone e Cagliari) senza subire reti, solo in Serie A 16 gol incassati. Basti pensare che, nell’annata precedente, gli uomini d’Inzaghi subirono le stesse marcature dopo ben 16 gare. Sette giornate di scarto rispetto alle nove attuali. I dati diventano ancora più inquietanti (20 centri) se si aggiungono le 4 sfide di Champions dei biancocelesti.

MERCATO
Sicuramente la Lazio era e rimane una squadra votata all’attacco, ma l’allarme suona forte perché anche i big della retroguardia stanno sbagliando parecchio. Da Acerbi a Radu, la sconfitta di domenica pesa anche su di loro. Patric saltato sul primo gol (e non è la prima volta) come un birillo, nonostante per Inzaghi non sia più una riserva da tanto tempo: lo spagnolo è il secondo della rosa (oltre 900’) più impiegato. Per carità, la sua costante presenza dipende dall’essenza continua di Luis Felipe al centro (saltato il 78% delle gare sino adesso), ma era preventivabile – alle luce delle passate stagioni – la fragilità del brasilano, che ora punta (si trascina il solito problema alla caviglia) il secondo volo con l’aereo biancoceleste per Dortmund. E’ sparito dalla lista Uefa e non solo, Vavro. Hoedt sta giocando bene quando chiamato all’appello, ma è ovvio che dal mercato serviva ben altro. Non serve aspettare la fine del campionato per capirlo, eppure Tare assicura che non serve niente per gennaio.

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