La maturazione d’Inzaghi: ora è fra i “grandi” tecnici

Prima stratega, poi motivatore, adesso è diventato intelligente e ha capito come battere le concorrenti e anche le big più difficili

di redazionecittaceleste

ROMA – La grande gara dei biancocelesti è rimasta impressa a tutti, ha fatto il giro in tutto il mondo. La Lazio e Simone Inzaghi hanno messo in ginocchio la Vecchia Signora e hanno annichilito il gioco di Sarri. Da gran stratega e motivatore qual è, il tecnico biancoceleste ha preparato la gara contro la Juventus nel migliore dei modi. Ha visto la sfida come un derby, come una finale. Un capolavoro disegnato con intelligenza e il solito piano di preparazione, lungo cinque giorni e curando ogni dettaglio. Un successo da condividere con la società, con il suo fedelissimo staff, con i giocatori. Il primo mattone Simone lo ha sistemato durante la riunione tecnica di inizio settimana con la squadra a Formello. L’aveva lodata per il successo con l’Udinese e aveva cominciato a parlare della Juve, chiedendo la “settimana perfetta” per tirare fuori la “partita perfetta”. Bisognava prepararsi al meglio, sapendo che per battere la Juve servivano 100 minuti di inensità, grinta e voglia di vincere. Così è stato. «Voglio vedere la fame, il coraggio e la convinzione sino a poche settimane fa mancate, ma anche serenità e spensieratezza. Ragazzi, questa è un’occasione». Queste sono state le parole del tecnico biancoceleste, per motivare la squadra senza appesantirla.

IDEA
La scossa di Lotito a metà ottobre ha prodotto una scintilla d’amore e d’orgoglio. Una reazione in grado di compattare ancora di più la squadra, devota al tecnico. Pragmatico, fortemente motivante con i suoi giocatori, dedito allo studio delle partite con il suo staff. In tutte le occasioni o quasi la Lazio aveva sfidato o tenuto alle corde la Juve per sessanta-settanta minuti, perdendo inesorabilmente in volata, attraverso ritmo, pressing, attacco totale. Inzaghi ha rovesciato la strategia, sottolinea il Corpsort, ha piegato la Juve con intelligenza e alla distanza, dilagando negli ultimi venti minuti. L’attesa iniziale serviva per non spendere tutte le energie nel primo tempo e perché si aprisse il campo per colpire in profondità. Alzare la palla, spedirla dietro la linea formata da Bonucci e De Ligt, il tema tattico dominante della Lazio nella notte dell’Olimpico.

Cittaceleste.it

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