L'attaccante ex Fiorentina non ha ancora trovato il gol in questa stagione. E la difesa della Lazio è tutta da testare

di Leonardo Mazzeo

ROMA - Una volpe: si aggira per l'area di rigore, fiuta il terreno, sente la preda. Vede la palla, la aggredisce e con un colpo secco la spedisce in rete. Giampaolo Pazzini è uno degli attaccanti più esperti della nostra Serie A. Si dà del Volpone a una persona particolarmente astuta. Negli ultimi 16 metri, il Pazzo, sicuramente lo è.

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SICCITA'

L'Hellas, fino a questo momento, ha messo a segno solamente un gol. Un bottino veramente magro, per una neopromossa che fino a questo momento ha totalizzato appena due punti in cinque giornate. La squadra di Pecchia è partita a rilento, e l'unica goccia d'acqua in questo deserto di reti è stata proprio forgiata da Pazzini: è stato lui a trasformare il rigore contro il Napoli. Al momento, l'unico gol realizzato dal Verona. L'anno scorso, il Pazzo è stato uno dei protagonisti della promozione della sua squadra: 23 marcature e Serie A conquistata. Ora, contro la Lazio, vuole far male con la sua esperienza.

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FATTORE RADU

Per i biancocelesti dovrebbero scendere in campo Patric, Luiz Felipe e Radu nella difesa a tre. Lo spagnolo è fuori ruolo in quella posizione, e Luiz Felipe, chiamato a sostituire de Vrij, non ha ancora la giusta preparazione per la massima serie. Ecco che l'unico esperto, dietro, rimane Radu. Lui in particolare dovrà tenere sott'occhio Pazzini, centravanti navigato che potrebbe avere la meglio su due giovani, uno fuori ruolo e uno ancora acerbo. Il Pazzo sarà l'osservato speciale, al momento l'unico sicuro del posto da titolare nell'attacco dei padroni di casa. In attesa di sapere chi lo affiancherà, lui ha messo nel mirino la porta difesa da Strakosha. Riuscirà la retroguardia biancoceleste a tenerlo a bada?

Cittaceleste.it

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