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Lazio, aumenta il rimpianto, ma nessuno molla lo scudetto

Lazio, aumenta il rimpianto, ma nessuno molla lo scudetto

La sconfitta con la Juve può anche rappresentare il bicchiere mezzo pieno per coltivare ancora il sogno

di redazionecittaceleste

ROMA – Aumenta il rimpianto il giorno dopo. Uno spreco non aver sfruttato lo scivolone bianconero. La Juve perde la sera contro il Milan, ma il distacco di sette punti rimane invariato. Perché la Lazio a Lecce aveva già sciupato tutto martedì pomeriggio con il terzo ko (in 5 gare) dalla ripresa di questo campionato. Cresce il rammarico, ma adesso è ancora più importante ritrovare l’equilibrio prima di poter riguardare il primo posto e blindare il secondo con la Champions. Bisogna innanzitutto tornare a chiudere la porta al più presto. Strakosha (sotto mira dei tifosi e del gruppo) continua a perdere un colpo dietro l’altro, ma ora non sono solo sue le responsabilità. Pesano come macigni gli errori di Acerbi a Lecce nell’ultima sfida. Passa la palla in scivolata a Falco sul pari (Patric si perde al centro Babacar) e si fa anticipare da Lucioni sul raddoppio. Ora bruciano ancora di più i dati di quella che, sino alla ripresa, era la miglior difesa della serie A. Nelle prime ventisei giornate Strakosha aveva subito appena 23 reti in 26 gare. Nelle cinque partite post-lockdown diventano dieci. La differenza tra le due medie è impressionante e passa da 0.88 a 2 gol subiti a partita. La Lazio aveva la miglior retroguardia, ora è al terzo posto dietro Inter (33 gol – 22 nel primo tempo – contro 31 e 30) e Juve. Numeri da invertire al più presto, se Immobile e compagni vogliono tornare in corsa e impensierire davvero la Vecchia Signora per lo scudetto. Son convinti non sia detta ancora l’ultima parola Formello: «Non mollare mai», ricorda il club sui social.

PERICOLO

Deve solo tornare se stessa, la Lazio. Certo, i numerosi infortuni e le partite ogni tre giorni hanno creato uno scompenso, ma anche la mentalità dei giocatori non è quella d’un tempo: i ragazzi d’Inzaghi sembrano spaesati, incapaci di mordere (non come Patric) sul campo. L’atteggiamento biancoceleste non incute più paura all’avversario, che ora passa al contrattacco e riesce ad avere la meglio. Il Lecce trionfa in rimonta con il fisico e l’agonismo. Una sconfitta contro una neopromossa non arrivava dal 28/5/2017 per la Lazio, dal giorno in cui a Crotone fu gettata al vento la Champions. Guai a ripetere una simile Caporetto, anche se sembra impossibile a soli tre punti dall’accesso matematico. Per questo del ko della Juve bisogna pure guardare il bicchiere mezzo pieno: i biancocelesti non possono mollare perché è difficile, ma il tricolore è ancora in ballo.

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