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Lazio, Calori: “Acerbi uno dei pochi leader difensivi rimasti in Italia”

Lazio, Calori: “Acerbi uno dei pochi leader difensivi rimasti in Italia”

Ecco le parole dell’ex difensore Alessandro Calori su Francesco Acerbi e la Lazio

di redazionecittaceleste

ROMA – Contro il Sassuolo la Lazio ha ottenuto la quinta vittoria consecutiva e si è confermata al terzo posto in Serie A, stavolta da sola visto il pareggio del Cagliari contro il Lecce. Dei biancocelesti e di Francesco Acerbi ne ha parlato l’eroe del secondo Scudetto del club capitolino, Alessandro Calori. Ecco come si è espresso l’ex difensore a Elle Radio: “Ai difensori oggi non viene insegnato il mestiere, neanche a livello difensivo. Nessuno sa più marcare, non c’è più quel contatto fisico e quella scaltrezza che si acquisisce sin da bambini. Nella mia carriera ho attraversato un momento di transizione, imparando a giocare a zona, ma era stato marcare a uomo che mi aveva insegnato le basi del ruolo del difensore. Acerbi è uno dei pochi leader difensivi rimasti in Italia. Un giocatore che ha piena consapevolezza di sé, anche a causa delle vicissitudini che ha passato e che lo hanno arricchito, rendendolo un punto fermo assoluto delle squadre in cui gioca e ha giocato”.

Poi sulla Lazio e la sfida contro l’Udinese: “La Lazio ha un gruppo già definito da diversi anni. Come dice spesso mister Inzaghi, deve trovare la consapevolezza della sua identità. È in momenti come questi però che deve dimostrare di aver capito la lezione, spesso negli ultimi anni non è riuscita a dare continuità. Credo che ora la squadra sia matura per mettere in atto questo salto. Prossimo match? Fino a poche partite fa l’Udinese era la migliore difesa della Serie A e aveva un grande equilibrio, pur segnando pochissimo. Ora ha trovato maggiore facilità a esprimersi offensivamente: ha delle individualità interessanti come ad esempio De Paul, mentre Okaka, Nestorovski e Lasagna possono far bene.

I friulani sono una squadra ancora alla ricerca della propria identità. Adesso devono lottare per salvarsi, ma uscendo da questo limbo potrebbero migliorare ulteriormente”.

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