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Lazio, cambia che ti passa: ora la panchina è una fortuna

Nell’ultima settimana Inzaghi è riuscito a ottenere i risultati nell’emergenza attingendo ai cambi e a tutta la rosa

di redazionecittaceleste

ROMA – Cambia che ti passa. Dalla probabile sconfitta all’esultanza liberatoria, Inzaghi ci riesce ancora. Per la terza volta consecutiva in una settimana. Da Torino, passando per San Pietroburgo, sino alla Juve, le sostituzioni tornano a fare la sua fortuna. Nell’ultima domenica la Lazio domina, ma va sotto ed è costretta a un’altra rimonta. Simone nella ripresa sfrutta tutti i cambi e modifica il volto della gara. Hoedt al posto di Radu trasloca Acerbi a sinistra e porta ulteriore qualità e spinta.  Lazzari a destra blocca Frabotta, mentre Marusic, spostato sulla corsia mancina, impedisce a Cuadrado di scatenare ancora la sua furia. Gli ultimi innesti sono Akpa Akpro, vera e propria diga in mezzo al campo, e Andreas Pereira, sulla trequarti vitalità pura. Caicedo invece è il genio della lampada: ormai ha un suo tempo, nel finale lo strofini e segna. Qualcuno ne recrimina la mancata titolarità, considerata la scarsa vena di Muriqi, ancora troppo acerbo per incidere (vedi sulla torre di Milinkovic) sotto porta. Ma a che pro quando a Felipao bastano pochi minuti, anzi un misero recupero, per lasciare la sua impronta? Contro la Vecchia Signora è successo ancora, come lo scorso 7 dicembre, come domenica scorsa. La sesta volta oltre il novantesimo vale un pareggio che sa comunque di vittoria.

PANCHINA
Alla faccia di chi considerava la panchina della Lazio inadatta e corta. Al contrario, la gestione di tutto il materiale a disposizione d’Inzaghi sta diventando il valore aggiunto per superare questa grave emergenza. In una sorta di turnover, forzato talvolta, il tecnico sta sfruttando al massimo i suoi punti di forza. Da Torino ha iniziato a lanciare pure i nuovi dall’inizio e si è sempre tenuto in serbo qualche arma, ormai neanche troppo segreta. Contro i granata per esempio era stato decisivo l’ingresso d’Immobile (rigore) e Caicedo (zampata del 3-4), ma anche quello di Leiva. Stesso discorso a San Pietroburgo per ottenere il quinto punto in Champions in classifica: Zenit agguantato all’ottantunesimo da Caicedo subentrato sempre nella ripresa. Persino a Bruges i cambi (Pereira e il giovane Czyz) erano stati decisivi, non per riprendere la sfida, ma per conservare il prezioso 1 a 1 sino alla fine, senza metà squadra rimasta a Roma.

Cittaceleste.it

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