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Lazio, Castroman: “Tiferò fino alla fine per Simone e i suoi ragazzi”

Lazio, Castroman: “Tiferò fino alla fine per Simone e i suoi ragazzi”

Ecco le parole dell’ex centrocampista della Lazio, Martin Castroman

di redazionecittaceleste
Castroman

ROMA – Tra i calciatori che hanno lasciato un segno indelebile nei derby della capitale sponda Lazio vi è Lucas Martin Castroman. Celebre il suo gol allo scadere nella stracittadina del 29 aprile 2001: 2-2 al 95′ e gioia immensa per i supporters laziali. Intanto, intervistato da Sportweek l’argentino ha parlato del passato, ma anche della squadra del suo ex compagno Simone Inzaghi. Ecco come si è espresso: “Il mio gol nel derby? Solo in seguito ho capito quanto fosse importante, le persone mi riconoscono più a Roma che in Argentina”.

L’inizio con la Lazio: “Avevo lo stesso agente di Simeone, fece vedere alcuni video a Eriksson e si convinse subito. Ma arrivai a Roma e c’era Zoff! Sven era andato ad allenare l’Inghilterra. Con Dino sono stato da Dio. Avevo vent’anni, ero circondato da campioni come Crespo, Veron e il Cholo, mi aiutavano con l’italiano”.

Sui tifosi: “I tifosi mi hanno fatto sentire un re, i miei figli tifano Lazio. Grazie al gol nel derby ero diventato una celebrità. Anche andare al supermercato era un’impresa”.

Sulla Lazio di oggi: “Simone (Inzaghi, ndr) allenatore? Se me l’avessero detto vent’anni fa non ci avrei mai creduto, davvero.Tiferò per lui fino alla fine”.

Sulle delusioni: “Rimasi deluso da due persone, Roberto Mancini e Oreste Cinquini, ex direttore sportivo della Lazio. Andai via per colpa loro. Mancini mi diceva una cosa, Cinquini un’altra. Non c’era chiarezza, non erano trasparenti. Ricordo una partita contro il Besiktas in Coppa Uefa, ero una furia. Mancini non mi parlava da un mese e mi fece giocare titolare. Segnai e vincemmo 2-1, qualificandoci in semifinale contro il Porto. Poi a fine partita ci fu una discussione, così mi tolsi la maglietta e gliela tirai in faccia. Fu la rottura definitiva”.

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