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Lazio, da dopodomani può dipendere il mercato

Lazio, da dopodomani può dipendere il mercato

I biancocelesti sono quasi fuori dall’Europa, ma il passaggio ai sedicesimi potrebbe cambiare i piani anche per la sessione invernale

di redazionecittaceleste

ROMA – Mai dire adesso Scudetto: «Non facciamo voli pindarici che non ci appartengono. Con la Juve abbiamo vinto con l’umiltà e il sacrificio – sottolinea Lotito – di un gruppo compatto e dei tifosi sugli spalti come dodicesimo uomo in campo». Forse allora, per fare un ulteriore salto, sarebbe giusto un sforzo sul mercato di gennaio: «Rinforzare la squadra non può significare svilire le qualità dei giocatori che abbiamo. Prendo ad esempio Correa, Caicedo o lo stesso Luis Alberto. Soprattutto i giocatori stranieri non si adattano facilmente, serve un periodo di assestamento e quindi non servirebbero a nulla subito. La società è pronta sempre a intervenire, ma non a collezionare figurine». Già perché la Lazio non può permettersi di comprare giocatori nel campionato italiano coi prezzi alle stelle, forse unico modo per contrastare davvero le forze estreme di Inter e Juve. Ecco perché, come Tare, Lotito anticipa che in inverno non ci saranno rinforzi, pure se servirebbero – eccome – a Inzaghi. Perché se si dovesse far male uno dei 12-13 titolari sarebbero dolori. Lo si è visto in Europa dove, in un girone modesto, solo un miracolo (la vittoria contro il Rennes e la contemporanea sconfitta col Cluj) consentirà alla Lazio d’approdare ai sedicesimi.

INFORTUNI
Il risultato del turno (dentro o fuori dall’Europa) di dopodomani potrebbe spingere a ulteriori valutazioni. Sinora bisogna fare una statua allo staff medico guidato dal dottor Rodia, che ha consegnato a Inzaghi praticamente sempre al top la sua rosa. Ha gestito affaticamenti e anche qualche lesione (ieri esami per Patric) nella miglior maniera, ma non potrà fare i salti mortali a oltranza. Nelle scorse stagioni, nelle parti finali, si è puntualmente pagato dazio in infermeria, a forza di spremere per tanti mesi gli stessi elementi della squadra. E’ sempre stata messa una pezza sul terzo centrale (oltre Acerbi e Radu) in difesa, a sinistra il vice-Lulic Jony non rappresenta ancora una garanzia alternativa. Ci sono Parolo e Cataldi come jolly della mediana, ma non sono minimamente paragonabili ai giganti Milinkovic, Luis Alberto e Leiva. Per non parlare in attacco se dovesse finire ko uno fra Immobile, Correa e Caicedo: due giocano, già non esisterebbe la panchina. Occhio ora a respirare solo la bell’aria natalizia.

Cittaceleste.it

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