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Lazio, da San Siro a San Ciro può chiudersi un cerchio

Lazio, da San Siro a San Ciro può chiudersi un cerchio

Immobile mancava per punizione all’andata dal primo minuto. Dopo quel ko non è più uscito e sono arrivati 18 risultati utili di seguito

di redazionecittaceleste

ROMA – Da San Siro a San Ciro si può chiudere un cerchio al rovescio. Diciotto risultati utili di seguito, risale proprio all’Inter l’ultimo ko biancoceleste in questo campionato. Non c’era Immobile dall’inizio in campo: la Lazio lo aveva punito dopo la scenata contro il Parma al momento del cambio. Adesso il bomber partenopeo vuole mettere dentro la rete che può valere il primo posto, sfatare l’ultimo suo tabù Inter (mai a segno) all’Olimpico. Non entra nel tabellino dal due febbraio, doppietta nel 5 a 1 alla Spal con tanto di cucchiaio. Negli ultimi due turni è sembrato impreciso e affaticato. Non vi preoccupate, Ciro ha solo ripreso fiato. E conservato il gol più bello per il prossimo scontro scudetto. Non si è ancora perdonato d’essere entrato il 25 settembre a Milano nervoso, d’aver fallito all’85’ il centro del possibile uno a uno. Da allora Immobile ha sempre giocato dal primo minuto, non ha mai più saltato un turno e ha portato a 25 gol il suo bottino. Domenica vuole mettere il turbo da capocannoniere della Serie A e della scarpa d’oro. Nell’ultima giornata al Tardini è stato comunque decisivo nel rimpallo fortuito del vantaggio, ma Immobile deve tornare a incidere il suo marchio. Al suo fianco ci sarà ancora Caicedo, abile a fargli da sponda e spesso pure a lanciarlo. Non è un caso che insieme siano al momento la coppia più prolifica (33 reti insieme) del continente europeo. Felipao ha firmato il suo ottavo sigillo (in carriera eguagliato lo stesso record dell’anno scorso), poi è stato sostituito nel secondo tempo. E’ entrato pure Caicedo in diffida per colpa di un giallo, ma Inzaghi ha pensato più a gestire le sue energie, con Correa reduce dall’infortunio. Al Tardini l’argentino è apparso fuori condizione, non è pronto ancora per giocare titolare. Coi suoi scatti, all’andata, nella prima mezz’ora era stato letale, ma si era anche divorato l’impossibile. Handanovic aveva fatto il resto con le sue parate. Potrebbe essere un segno del destino al rovescio persino l’assenza del portiere, anche se non tutti i presagi al momento sono a favore della formazione biancoceleste. Lulic rischia ancora di mancare.

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