Lazio e Inzaghi, la paura all’improvviso

Defezioni e infortuni, le gare ogni tre giorni. Ora serve un’impresa scudetto per i biancocelesti

di redazionecittaceleste
Notizie Lazio - mister Inzaghi

ROMA – Da favorito a preoccupato, il Coronavirus ha stravolto anche il suo mondo. Inzaghi è in lotta per lo scudetto eppure l’Atalanta è il peggior ostacolo da superare subito. Lo ha dimostrato sabato con una forma stratosferica contro il Sassuolo. Sembra quasi non ci sia mai stato un lockdown orobico. Simone invece non sa come ritroverà stasera la sua Lazio: «Ci siamo fermati con tante certezze, adesso l’unica è la gran voglia di ripartire, ma non eravamo mai stati fermi così tanto tempo. Purtroppo non siamo riusciti a rodarci nelle partite, eccezion fatta per l’amichevole con la Ternana. Le altre squadre avevano la Coppa Italia e i recuperi di campionato per rientrare con lo spirito giusto». Tra l’altro adesso non conterà solo quello. Basti vedere come Inzaghi si presenta a questo scontro diretto. Quattro titolari assenti, meglio sdrammatizzare al riguardo: «Leiva, Lulic, Marusic e Luiz Felipe non ci saranno. Adekanye e Moro ci avrebbero dato una mano, non ci saranno nemmeno loro ma, con tante gare ravvicinate, anche le altre avranno problemi fisici e stanchezza mentale sino ad agosto. Sarà fondamentale far gruppo». Questo sinora è sempre stato il segreto della Lazio.
CAMBI
Questo ha chiesto nel suo discorso, Lotito. Questa stessa unione hanno invocato ieri 500 tifosi a Formello. Con questa spinta la Lazio deve tornare a correre come un treno. Ironia del destino, sulla maglia lo sponsor Frecciarossa. Eppure sulla fascia Marusic (elongazione al flessore) alza alla vigilia definitivamente bandiera bianca. Con Lulic out a oltranza («Il capitano ha deciso di starci vicino, ma lo rivedremo solo la prossima annata»), Simone si ritrova solo con Jony a sinistra, tanto da esser costretto a convocare il lungodegente Lukaku, dopo mesi e mesi d’assenza. Lazzari non si muove da destra, ma il duello (sopratutto fisico) sulle fasce fa paura. Lo si era visto all’andata, Gosens e Hateboer sono tornati in campo con la stessa corsa e forza. Spaventa anche il confronto in mezzo al campo, così Inzaghi cambia rispetto al 19 ottobre la regia. C’è Cataldi in vantaggio su Parolo, forse conta più la scaramanzia che l’esperienza. Perché il mister non ha dimenticato come gli orobici in autunno traforarono la sua mediana, tanto da costringerlo al cambio immediato nella ripresa.
PRESSIONE
Rimane un’altra Lazio rispetto all’andata, sebbene il lungo stop porti in dote più di un’incognita. In allenamento hanno sfornato magie Milinkovic e Luis Alberto, Inzaghi conta in assoluto sul loro estro. E sulla voglia di bomber Immobile (capocannoniere a 27 reti) di riprendersi subito la scarpa d’oro. Vince Correa il ballottaggio al suo fianco, nonostante fosse stato provato tutta la settimana Caicedo. Il tecnico decide di non lanciare la sfida a Gasperini sul piano fisico, preferisce non dargli punti di riferimento. Forzatamente anche dietro, dove il jolly Patric prenderà il posto di Luiz Felipe infortunato. Acerbi e Radu completeranno con Strakosha il reparto meno battuto (23 gol subiti) del campionato. Per lottare per il primo posto dovrà continuare ad esserlo, stasera non è ammesso il ko. Non solo perché la Juve prenderebbe il largo, ma perché anche l’Inter tornerebbe – a 2 punti – col fiato sul collo e in lizza per lo scudetto a pieno titolo. Speriamo che la pressione non giochi un brutto scherzo.

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