Lazio, il dottor Pulcini: “Abbiamo perso due mesi, ma ora prevale il buon senso”

Queste le parole del responsabile sanitario biancoceleste

di redazionecittaceleste

ROMA – «I tamponi non hanno evidenziato problemi», afferma il dottor Pulcini, medico laziale. «Sta prevalendo il buon senso ma abbiamo perso tempo, dovevano darci ascolto due mesi. Ora sarebbe già tutto risolto». La Lazio è pronta, già oggi – lunedì 25 – inizieranno gli allenamenti collettivi. «I tamponi non hanno evidenziato problemi», dice Ivo Pulcini, responsabile sanitario del club biancoceleste, personaggio scomodo perché da inizio marzo contesta senza timori – e con argomentazioni mediche – l’operato del comitato tecnico scientifico del governo. «Sta prevalendo il buon senso, ma abbiamo perso tempo. Se ci avessero dato retta due mesi fa, sarebbe tutto a posto da allora. E adesso mi aspetto che cambi il protocollo per il campionato, perché io ho un codice deontologico e non lo tradirò: se uno ha il coronavirus, non metto in quarantena gli altri che sono sani».

Le questioni sono molte e complesse, le contraddizioni evidenti. Pulcini racconta: «Ho sottoposto tutti i componenti del gruppo squadra a cinque prelievi e due test capillari. Perfino il cuoco ha dovuto superare l’elettrocardiogramma sotto sforzo. Stanno tutti benissimo. Ora vogliono che facciamo un tampone ogni quattro giorni. A parte il fatto che così sfondiamo il naso a tutti, ma lo sanno quanto incidono i falsi positivi e i falsi negativi?». Le linee guida non lo convincono ancora, pone una questione finora trascurata: «Nel Lazio è proibito fare i tamponi in forma privata. È un reato penale, sarei stato perseguibile. È un problema nostro, di questa regione. In Veneto e in Toscana, ad esempio, non esiste. E allora abbiamo dovuto far arrivare i tamponi e i reagenti da fuori anziché prenderli nel Lazio». Un percorso difficile, cominciato non appena si è manifestata l’epidemia: «Siamo stati i primi a mandare la squadra in quarantena per precauzione, e quanto si è arrabbiato Lotito… Ma ora che conosciamo il virus, dobbiamo comportarci di conseguenza».

C’è chi teme che i tanti impegni ravvicinati espongano i giocatori agli infortuni. Il medico della Lazio no: «La mia lunga esperienza, che mi ha portato a lavorare anche per tante nazionali, mi spinge a essere assolutamente sereno. Quando i ragazzi tornano dalle vacanze sono mentalmente scarichi e i rischi ci sono, ma ora sono tutti motivati e concentrati. Hanno la testa giusta, insomma, e noi siamo pronti ad aiutarli evitando traumi da sovraccarico, spesso dovuti all’umidità. Per vincere occorrono l’efficienza fisica, psichica e tattica: le prime due ci sono, l’ultima la troveranno in queste settimane».

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