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Lazio, il vero esame delle “seconde linee” contro il Bruges

redazionecittaceleste

Stasera scenderà in campo una squadra dimezzata da infortuni e Covid

Di Valerio Marcangeli

ROMA - Stavolta potrebbe essere tutto differente, la gara è complicatissima anche dal punto di vista psicologico. Quanto soffrirà sul piano mentale – oltre che tecnico – una squadra che ha perso quasi tutti i suoi punti di riferimento, da Leiva a Luis Alberto fino a Immobile? Akpa-Akpro e Hoedt sono le vere novità dell’ultima settimana di Lazio. Nessuno immaginava che venissero chiamati subito in causa con questa frequenza. Di sicuro finora non hanno tradito le aspettative, anzi sono andati perfino oltre: l’ivoriano ha realizzato il gol della sicurezza in Champions e ha disputato una bella gara contro il Bologna; l’olandese da centrale si è reso utile, molto più di quanto non avesse fatto da esterno nella difesa a tre. È chiaro che non potrà essere Akpa-Akpro a dare alla Lazio la qualità abitualmente fornita da Luis Alberto, ma quanto a dinamismo e corsa il suo contributo è garantito. E in una sfida come quella contro il Bruges, che Inzaghi si aspetta intensa e vivace, potrebbe calarsi a meraviglia. Agli estremi di Akpa-Akpro e Hoedt, in cerca di rilancio nell’età della maturità, ci sono i vecchi e i ragazzi. I vecchi, cioè Reina e Parolo: Inzaghi chiede soprattutto a loro di dare stabilità mentale alla Lazio, perché nelle difficoltà l’esperienza diventa fondamentale. Uno sostituirà Strakosha come già successo contro il Bologna; l’altro farà il Leiva, ruolo che ha dimostrato nel periodo post-lockdown di poter ricoprire benissimo. Poi ci sono i 5 Primavera: il portiere Furlanetto, i difensori Pica e Franco, il mediano Bertini, il trequartista polacco Czyz. Sono tutti del 2002, non dimenticheranno questa avventura.

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