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Lazio, Inzaghi come Chinaglia: un’esultanza che fa impazzire il web

Lazio, Inzaghi come Chinaglia: un’esultanza che fa impazzire il web

Il dito al cielo a Torino è diventata l’immagine della squadra biancoceleste che lotta per lo scudetto

di redazionecittaceleste

ROMA – Ci sono immagini che fanno la storia, gesti che diventano iconici. Personaggi che si trasformano in miti. E così capita che in una calda notte di Torino Simone Inzaghi si trasformi in Giorgio Chinaglia. Oggi è lui il grido di battaglia per i tifosi della Lazio. I fili della storia laziale si intrecciano e fromano la trama di una bandiera che sventola fiera al vento. “Il nostro vanto” gridano con orgoglio i bianocelesti che hanno trovato un nuovo condottiero da seguire. Un totem a cui aggrapparsi. In piedi nello sky box all’Olimpico Granata con il braccio teso e l’indice a indicare la via da seguire. A indicare il futuro da conquistare. Nella stessa posa, in bianco e nero, c’è Giorgio Chinaglia in una foto diventata il simbolo della storia della Lazio. Ed Inzaghi nel replicare, seppur involontariamente, quel gesto ha infiammato i cuori laziali. Simone è la pazzia da seguire. Sempre e comunque. C’era in ballo lo scudetto allora e c’è anche oggi.

SIMOBOLI IN CUI CREDERE
L’importanza della simbologia in cui credere. E va bene pure che i due gesti abbiano sostanzialmente significati molto diversi. Inzaghi, costretto in tribuna per l’espulsione rimediata contro la Fiorentina, urlava indicazioni alla squadra che stava mettendo alle corde il Torino per rimontare poi lo svantaggio. Urla che squarciano il silenzio dello stadio. Il grido di battaglia per i suoi che alla fine la partita la ribaltano. Quello di Chinaglia, invece, è il gesto iconico per eccellenza. Che più di tutti, per importanza, simboleggia la storia della Lazio. Scritta dal giocatore che più di ogni altro è stato amato e con cui generazioni e generazioni di laziali si identificano. L’uomo della riscossa. Il giocatore che ha fatto capire l’importanza di appartenere alla Lazio. D’altronde come diceva lui: “Di Lazio ci si ammala inguaribilmente”.

RIVOLUZIONARI
Una sfida. Un messaggio sovversivo di due rivoluzionari. Chinaglia indicava la curva della Roma lanciando un grido di ribellione. La Lazio è diventata la padrona della Capitale. Inzaghi, invece, indica il sole. La Lazio vive di luce propria. Lì in fondo alla strada c’è lo scudetto. Simone, come Chinaglia, lancia un grido sovversivo: sfidiamo le potenze del calcio. Noi con una panchina corta. Noi con Patric, Jony e Lukaku. Noi con gli infortuni pesanti. Noi con il cuore possiamo recuperare 4 punti alla Juventus. Lui lo ha già fatto da giocatore. Nel 2000. E’ vero quella Lazio guidata da Eriksson, il maestro che ha superato per numero di vittorie, era economicamente più forte della Juve, ma ieri come oggi per riuscirci bisogna andare contro tutto e tutti. Inzaghi punta in alto. Lì dove solo le aquile possono osare. Lì dove il grido diventa eco e fomenta un popolo intero.

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