Lazio, Inzaghi e Immobile: felici con “colpe” da farsi perdonare

Decisivi nell’aver centrato lo storico traguardo, col Bruges pesano i cambi sbagliati del tecnico e il match point fallito da Ciro

di redazionecittaceleste

ROMA – Dentro la storia. Nel segno di Simone e Ciro. Un’impresa che porta soprattutto il nome di Inzaghi e Immobile. Il tecnico è l’artefice principale di una qualificazione agli ottavi di Champions che mancava da vent’anni. L’attaccante, cinque gol in quattro gare nell’Europa che conta, è andato a segno per la nona volta consecutiva e mai nessun giocatore biancoceleste era riuscito a fare così bene e andare così lontano. L’ultimo era stato Piola che si è fermato a otto. Una gioia incredibile, ma anche tanta, troppa sofferenza. E i due, Inzaghi e Immobile, sono stati protagonisti anche in questo. Un po’ croce e delizia in una serata che i tifosi della Lazio ricorderanno per diversi anni. L’allenatore, che ha preparato benissimo la gara, ha rischiato parecchio, forse troppo, visto quanto è accaduto nel finale, in alcuni cambi, soprattutto quando ha tolto Luis Alberto e lo stesso Immobile. Il bomber laziale, da parte sua, ha segnato il rigore, ma ha anche sciupato il colpo del ko, sparando alto sopra la traversa. Poteva essere la rete della tranquillità. “Si è vero, la palla mi è rimbalzata davanti più di una volta e l’ho mandata alle stelle, ma alla fine è andata bene così e siamo euforici perché la qualificazione è meritata. Siamo nella storia”, urla Ciro che non sta nella pelle e tanto è stato festeggiato negli spogliatoi. “Questo passaggio agli ottavi è come aver vinto un altro trofeo”, la gioia di Inzaghi.

BRIVIDI E RECORD
Finita la partita sono cominciati festeggiamenti, anche se il timore di non farcela è stato parecchio. “Abbiamo rischiato – ammette Immobile -, la testa in casi del genere può fare brutti scherzi, dal punto di vista mentale e nervoso non è stato facile, ma siamo qualificati e ora ci godiamo i sorteggi. Spero solo di non prendere il Bayern o il Liverpol, per il resto è giusto e strameritato festeggiare”. Il bomber laziale ha anche eguagliato campioni come Del Piero e Filippo Inzaghi, riuscendo a segnare nelle prime quattro presenze stagionali in Champions. L’ennesimo record di un giocatore che non smette mai di stupire. Stesso discorso per Inzaghi, un tecnico che ha creato e plasmato questo gruppo a sua immagine e somiglianza. Ieri sera l’allenatore ha conquistato un traguardo importante che non arrivava dal 2000. E in quella Lazio c’era anche l’attuale allenatore: “Sono due squadre simili, dalla grande qualità e dal grande carattere. Entrambe hanno vinto dei trofei, noi vogliamo continuare su questa strada. Ora mi voglio godere questo successo, anche se ancora, probabilmente, non me ne rendo conto di quello che abbiamo fatto”. Sulla tanta, troppa sofferenza il tecnico non si tira indietro e ammette: “Abbiamo sofferto troppo, ma a volte ci può stare quando giochi in 11 contro 10. Abbiamo giocato da grande squadra per settanta minuti, ma sarà giusto fare un’analisi tra di noi per quello che è successo nei quindici minuti finali”. Adesso la Lazio si gode la festa, ma sabato si riparte in campionato. “Ed è adesso che dobbiamo fare la differenza”, la grinta del tecnico laziale. E intanto, parlando del mercato della Lazio, arrivano grosse indiscrezioni: >>> “9 trattative possibili a gennaio!”<<<

Cittaceleste.it

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy