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Lazio, la testardaggine di Lotito e Tare ora paga

Lazio, la testardaggine di Lotito e Tare ora paga

Il presidente e il diesse sono sempre andati dritti per la loro strada, oggi vengono premiati con il primo posto in classifica

di redazionecittaceleste

ROMA – Profeta in patria e riscossa a 5 anni di distanza. A febbraio 2015 tutti a ridergli in faccia, invece Tare s’era sbagliato solo di una virgola. Oggi può rivendicare con orgoglio la sua parola in Albania: «Entro due-tre anni lotteremo per lo scudetto in Serie A», tuonava nel corso della stagione in cui Pioli avrebbe riportato i biancocelesti ai preliminari dell’Europa che conta. Allora si verificò un incidente, che tolse subito in estate la Champions e compromise l’annata. Fu sbagliato non fare mercato, aspettando col Leverkusen la qualificazione (sfumata) definitiva. Ma da quella caduta è nata la banda d’Inzaghi prima in classifica. Nei due anni successivi è stata fatta qualche scelta errata, ma vanno sottolineate le intuizioni di Milinkovic, Luis Alberto e Leiva, che oggi formano il centrocampo più forte d’Italia. Tare ha insistito per valorizzare Luiz Felipe e Strakosha, ha fatto scoprire a Simone il valore di Caicedo e Correa, ha seguito il tecnico su Immobile, Acerbi e Lazzari come ultima richiesta. Insomma, la Lazio è il frutto di una strada a ostacoli in fondo ben percorsa. Il diesse a giugno ha persuaso Lotito a puntare ancora sull’amico Inzaghi in panchina, il mister li sta ripagando con una cavalcata che nasconde persino i limiti e i dubbi (Adekanye, Vavro e Jony) sull’ultima campagna estiva. Ormai pure chi non convince o entra dalla panchina trasforma in oro tutto quel che tocca. In passato alla Lazio s’è pagata la spocchia, ma ora vince (già nei trofei conquistati) la strategia testarda. Persino le sfuriate (apparentemente fuori luogo) di Lotito si sono rivelate efficaci in questa miracolosa corsa. Basti pensare a quella contro Inzaghi alla vigilia dell’Atalanta all’andata: propria quella sfida, per 45′ catastrofica, ha segnato l’incredibile rinascita senza una sconfitta. Comunque andrà alla fine, c’è già la vittoria di una famiglia, che persino nel litigio ha ritrovato dopo 20 anni la rettissima via. Questa non è fortuna, questa stagione è stata costruita. Perché nel calcio regnerà pure l’incertezza, ma aver trattenuto tutti i big (soprattutto Milinkovic in assenza della congrua offerta) è sinonimo di forza e fermezza societaria. E’ dolce quella brezza magica in vetta. Lotito ci credeva dal principio, aveva fatto benedire Formello e istituito un premio scudetto per la squadra. Ieri ha portato tutti in un ristorante a Prati a cena, ora è la fame dei ragazzi a fare la differenza. Continua a giocare con un problemino al ginocchio, Leiva, ma lui come Acerbi, Luis Alberto e Marusic saranno al top il 15 con l’Atalanta.

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