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Lazio, Luis Alberto è semplicemente incanto

Lazio, Luis Alberto è semplicemente incanto

Lo spagnolo assume sempre più le movenze di Zidane, è un campione assoluto e punta allo scudetto

di redazionecittaceleste

ROMA – Incanto, semplicemente incanto. Semplicemente Luis Alberto. Invenzioni e colpi di tacco, il cross su cui c’è la sponda fortuita di Ciro e il gol-vittoria di Caicedo. Non solo il solito tocco fatato, lo spagnolo dà indicazioni a tutti i compagni di continuo, li sprona, è lui il tecnico in campo. Anzi, è il cervello della Lazio. Quando va in tilt, ne risente tutto il gioco. Quando gira come con Spal, Verona e Parma, travolge ogni avversario: un semplice lancio diventa un colpo ad effetto, c’è il suo zampino in ogni triangolo. Ha l’incidenza e la fantasia di Mancini nei tempi d’oro, ma anche il passo e le movenze di Zidane quando vinceva altrove scudetti e Champions. Luis Alberto è un campione assoluto in questo momento, è di un altro mondo. Con gli assist non rimpingua il bottino (rimane comunque primo a 11 davanti a Pellegrini e Gomez a 8) solo perché c’è il tocco d’Immobile sul gol di Caicedo. Ma gli applausi dei quattro mila laziali al Tardini restano scroscianti per il Mago, ancora una volta migliore in campo. Nel turno infrasettimanale aveva ingaggiato un duello personale con Silvestri e con i legni, da Verona avevano fatto una maledizione per fermarlo. Quattro pali colpiti come nessun altro in questo campionato, così ieri sera Luis Alberto ha evitato di tirare e ha deciso semplicemente di benedire il risultato.

RINNOVO
E’ incredibile come abbia cancellato pure il suo principale difetto, Luis Alberto ora è pure continuo. Solo nell’ultimo derby si era eclissato come tutta la Lazio, un errore già più che perdonato. Perché è tornato subito se stesso e cancellato ogni malanno. C’era il timore che stesse rientrando nel tunnel dell’anno scorso, con problemi vari a giustificare mezza prestazione sotto tono. Invece il numero dieci si rialza subito e dimostra d’essere un altro. Non lo ferma più mezzo affaticamento, lo spagnolo corre e presenta a tutti un conto salato. Al Tardini ancora magie e colpi di genio. Ora è il più atteso con l’Inter per lo scontro scudetto. All’Olimpico non fallirà come a San Siro. Ha sempre un ulteriore motivo. Ha rimandato a fine anno la questione rinnovo perché dovrà essere rapportata al valore espresso in campo la sua nuova richiesta d’ingaggio. A settembre la Lazio voleva blindarlo con 2,5 milioni, con queste prestazioni Luis Alberto si merita ben altro (pretende un’offerta da 4 milioni come Immobile sino al 2024) prolungamento.

BALLERINO
Si merita soprattutto l’Europeo. Come fa ancora la Spagna a ignorarlo? Ormai è un tuttocampista pazzesco, il cuore e l’anima di una Lazio da scudetto. Incide in ogni risultato, ripiega pure in difesa se è necessario per sigillarlo. Palla a Luis Alberto e c’abbracciamo perché è al sicuro. Adesso avete capito perché a giugno scorso Inzaghi avrebbe rinunciato pure a Milinkovic, ma non a questo Luis Alberto. Cura ogni fabbisogno, è concreto, ma anche una delizia per il palato. E’ il ballerino di Siviglia. Dimenticatevi ogni sua lamentela. “Ahi, ahi, mi fa male la caviglia”. Eppure ruota, eccome se ruota e danza sulla sfera. E la Lazio così vola sulla sua stella.

Cittaceleste.it

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