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Nel finale 13 gol, la Lazio colpisce al tramonto

Nel finale 13 gol, la Lazio colpisce al tramonto

Sei vittorie nell’ultimo quarto d’ora. E a queste si potrebbe aggiungere quella sulla Juve in campionato. Il gol del sorpasso, segnato da Milinkovic, fu realizzato dal serbo al 29’ del secondo tempo (e poi arrivò il 3-1 di Caicedo, comunque prezioso, al 95’). Un altro successo in volata ci sarebbe stato a Bologna se Correa avesse calciato in porta il rigore

di redazionecittaceleste

ROMA – Sono 13 adesso (su 41) i gol segnati dai biancocelesti nell’ultimo quarto d’ora. E 6 invece le gare vinte nel finale. Una volta esisteva una squadra, che fin dal primo minuto aggrediva gli avversari, pressava alto e correva tanto ma poi prima di tagliare il traguardo qualcosa non andava. La concentrazione calava, le gambe non reggevano e si soccombeva. Oggi quella stessa squadra ha cambiato volto. È più guardinga, non disdegna il palleggio, sa addormentare le partite per poi scatenarsi nel finale. Al punto che segna soprattutto nell’ultimo quarto di gioco. E segna quasi sempre gol pesanti, reti che decidono le partite.

“ZONA LAZIO”
Un tempo si chiamava Zona Cesarini, in onore all’attaccante italo-argentino degli anni 30 che, con la Juve, segnava sempre nei minuti finali. Adesso forse la possiamo ribattezzare Zona Lazio, vista le predilezione dei giocatori di Inzaghi per le reti last minute. Poco meno di un terzo dei gol laziali arrivano sul tramonto della gara. E spesso sono una sentenza. In sei occasioni hanno infatti determinato un successo e in un’altra circostanza un pareggio che sa di vittoria, quello ottenuto in rimonta contro l’Atalanta all’Olimpico.

QUESTIONE DI TESTA
A queste sei vittorie colte dalla Lazio nei finali di gara si potrebbe aggiungere quella sulla Juve in campionato. Il gol del sorpasso, segnato da Milinkovic, fu realizzato dal serbo al 29’ del secondo tempo (e poi arrivò il 3-1 di Caicedo, comunque prezioso, al 95’). Un altro successo in volata ci sarebbe stato a Bologna se Correa avesse calciato in porta anziché sulla traversa il rigore della possibile vittoria all’87’. Insomma, sottolinea la Gazzettadellosport, i gol nel finale sono talmente tanti che tutto si può dire tranne che siano casuali. La Lazio i gol li cerca. E li trova grazie anche ad una condizione atletica che fa spesso la differenza. Perché la strategia di aspettare gli avversari per poi colpirli alla distanza va bene solo se ti assistono le gambe.

IL CAMBIO DI PASSO
E’ il carattere che conta davvero. “Qualcuno può pensare che si tratti di fortuna. Non è così. è che siamo una squadra che non molla mai”, spiega Ciro Immobile. Ed è questo ciò che più colpisce della ‘nuova’ Lazio di Simone Inzaghi, questo «killer instinct» che le consente di far sue le partite nei momenti-chiave. Non era così la Lazio fino a un anno fa. Quella «vecchia» era a volte più spettacolare, sicuramente più sbarazzina, ma poi troppe volte si scioglieva davanti al traguardo. Ora accade l’esatto contrario. “E’ scattato qualcosa dentro di noi”, dice ancora Immobile. Probabile che sia accaduto a settembre, dopo i k.o. ravvicinati con Spal, Cluj e Inter. La Lazio si è guardata dentro ed ha deciso di essere un po’ meno bella, ma più concreta. E di colpire al momento giusto. Anche a costo di aspettare fino alla fine.

Cittaceleste.it

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