Ora Inzaghi vuole ritrovare la sua leadership
ROMA - Qui si fa la rivoluzione. Non l'ha fatta in estate Lotito, ci pensa Inzaghi nella gestione. Sostituisce senza alcuna distinzione. Col Parma spiazza Immobile, lo fa andare nel pallone. Sono finite le vacanze insieme, la loro amicizia non può più condizionare le scelte. Domenica fuori il bomber nella sua logica del turnover, ecco l'exploit d'insubordinazione.
PUGNO
Torna la vittoria insieme a un piano per il futuro. Inzaghi deve riprendersi la leadership col pugno duro. Sinora era sempre andato incontro a ogni giocatore, aveva permesso alla squadra di santificare (con riposi mirati) tutte le feste. Per gestire il gruppo si era spesso affidato ai leader e aveva avuto un occhio di riguardo per ogni senatore. Questo però non può trasformarsi in autogestione. Dopo quattro anni, è arrivato il momento di far sentire solo la sua voce. In passato era toccata a Hoedt a Napoli e Keita in ritiro la ribellione, Luis Alberto si è fatto sfuggire mille parole, Lukaku è arrivato tardi o in sovrappeso alle sedute. Ora non verrà più accettato nessun atto di ribellione. Così si crea la mentalità per arrivare in Champions tutti insieme.
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