Parma, il ds Faggiano: “Pur di non darci un rigore si sono inventati di tutto”

Il ds del Parma, Daniele Faggiano, è tornato a parlare degli episodi arbitrali della gara con la Lazio ai microfoni di Radio Marte

di redazionecittaceleste

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ROMA – Il ds del Parma, Daniele Faggiano, è tornato a parlare degli episodi arbitrali della gara con la Lazio ai microfoni di Radio Marte. Ecco quali sono state le sue parole: “Io sono d’accordissimo con D’Aversa, che è stato anche molto pacato nella reazione post-partita. Noi siamo un po’ arrabbiati come Rino Gattuso, come Cristiano Giuntoli, perché anche voi, come Napoli, avete subito un torto. Milik ha subìto un’ammonizione ed era rigore… Il mio è un pensiero più profondo. Io lo dico spesso, sia al mio Presidente che ad altri Presidenti. Non penalizzo gli arbitri perché fare l’arbitro non è semplice, ma dal mio punto di vista bisognerebbe parlare più di professionismo dell’arbitraggio. Dobbiamo crescere su questi punti, perché fare del professionismo è responsabilità di tutti, si aiuta il sistema che non è facile. Credo che invece si parli troppo di politica, sia nel calcio che nell’arbitraggio”.

Sugli arbitri e sulla VAR: “Io penso che gli arbitri siano preparati ma voi, come noi, come il mio Presidente, il mio allenatore, i miei calciatori, abbiamo tutti quanti un problema: siamo confusi. Vi spiego anche perché. Uno dei casi per cui gli arbitri adesso hanno più responsabilità senza ricorrere al VAR, dovete sapere, successo a noi contro il Sassuolo: rete annullata per un fallo di Hernani, non valutato dall’arbitro, con conseguente gol di Gervinho. Il VAR ha richiamato l’arbitro e da quella gara il protocollo è cambiato. Ci vorrebbe un po’ di tatto, non altro”.

Sui rigori non assegnati con la Lazio: “Sia Bergomi sia Di Canio, in serata, hanno detto che comunque il rigore per noi c’era. Ma io non ce l’ho con la Lazio, non vedo i colori delle maglie. Simone Inzaghi dopo la partita, per esempio, ha detto ciò che gli hanno riferito o suggerito… Io le immagini le ho viste e anche Di Canio in serata, sul presunto contatto Darmian-Correa, ha detto che non era rigore perché il calciatore ha calciato male. C’era, invece, un rigore su Bruno Alves: netto, perché il calciatore biancoceleste non vede neanche la palla. E mi si viene detto che si sono strattonati… Pur di non darci il rigore (ride, ndr), ci si è inventati di tutto. Sono errori che si potevano andare a rivedere al VAR e poi, magari, l’arbitro restava della stessa decisione”.

Poi ha aggiunto: “Il fallo di Cornelius nell’azione con Acerbi, se è partito prima il fallo di Cornelius, perché non l’hanno fischiato prima? Bastava vedere solo la maglia. Se vogliamo aiutare il calcio dobbiamo cercare di fare del professionismo nell’arbitraggio, perché c’è tanta gente che fa l’arbitro ma fa anche un altro lavoro. Fare l’arbitro non è facile. Se noi andiamo ad arbitrare una partita tra amici litighiamo, se io arbitro una partita tra miei amici litigo perché certamente le mie decisioni non andranno bene a tutti. E poi anche i protocolli dovrebbero restare tali, dall’inizio alla fine. Poi, se qualcosa deve essere rivista, si rivede per la stagione successiva. Non si cambia durante l’anno. Perché nessuno, io compreso, sa perfettamente tutte le regole del gioco del calcio. Delle cose che pensiamo siano scontate, a livello arbitrale si pensa sia il contrario. Adesso, per esempio, ho notato in 4-5 partite, che se l’arbitro ferma il gioco per un qualsiasi fallo o per un pallone in campo, nessuno di noi sa che la palla va a chi ce l’aveva per ultimo e non chi ha subito un torto o chi stava andando in attacco. E noi magari discutiamo durante la partita su cose per le quali, magari, hanno ragione gli arbitri. In più si cambia anche il protocollo molto spesso e diventa un problema”.

Sulle soluzioni: “Quello che vorrei io è fare una riunione tutti quanti, capitani e tutti quanti: questo dovremmo sobbarcarci con Giuntoli e con tutti i Direttori Sportivi. Tanto l’errore capita a tutti. Io cerco di essere sempre positivo e secondo me comunque si bilancia tutto, perché poi ognuno di noi pensa sempre a quando è sfavorito e mai (ride, ndr) quando è favorito. Io voglio bene ad Acerbi ma per esempio domenica c’era rigore e ammonizione, lui era diffidato… Su Milik era rigore e invece ha preso ammonizione e 2.000 euro di multa. Deve decidere il protocollo”.

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