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Radu, Lulic e Parolo: senatori a vita o all’ultimo mandato?

Radu, Lulic e Parolo: senatori a vita o all’ultimo mandato?

Il rumeno è in scadenza fra un anno e mezzo, gli altri due a giugno e aspettano una chiamata dalla Lazio

di redazionecittaceleste

ROMA – Senatori a vita oppure con l’ultimo mandato prima della dipartita? Se lo chiedono Lulic e Parolo, di nuovo eroi dell’ultima Supercoppa eppure ancora col contratto in scadenza. In ogni sfida che conta, Senad è una sentenza, ormai incisa sui sampietrini di Roma. Come nel derby della storia, il bosniaco lascia ancora la sua impronta per la vittoria. Lotta su ogni palla, sgomita, corre, serve il cross per il vantaggio e poi di piattone al volo trova il raddoppio. Alla faccia di chi ancora ne discute la tecnica e la solita finta sul fondo. Sempre di destro mette la Juve al tappeto, lo fa al settantatreesimo, due minuti dopo il gol leggendario. Perché con Lulic non succede mai nulla per caso, lui è ufficialmente un predestinato. Per questo adesso non conoscere il suo futuro sembra assurdo. Senad aveva comunicato alla società che questo sarebbe stato il suo ultimo anno, che avrebbe raggiunto la sua famiglia in Svizzera a giugno. Ora però qualcosa è cambiato. Il bosniaco disputerebbe un’altra stagione volentieri nella capitale con la Champions, ma ancora non ha ricevuto nessuna chiamata dalla Lazio. La società in estate aveva già deciso che la sua eredità sarebbe stata presa da Jony sull’esterno: le difficoltà dello spagnolo possono cambiare il piano? Le valutazioni verranno fatte proprio a gennaio, nel mese del suo 34esimo compleanno: Lulic aspetta il rinnovo come regalo oppure sarà addio.
ETA’
Ha detto no al Parma che si era fatto sotto, Parolo. Ha rimandato all’estate ogni discorso di mercato. Vuole giocare ancora, ma dare priorità alla Lazio e sentirsi parte del progetto. Anche lui ha alzato un altro trofeo mettendoci il suo zampino. Anzi, l’assist di testa appena subentrato. Inzaghi lo considera il primo titolare aggiunto a centrocampo, ma pure Marco attende le mosse di Lotito. In realtà, per lui c’è già stato un pour parler informale per il prolungamento, ma nulla è scontato. Il rapporto con la società è ottimo, l’ultimo contratto era stato firmato col presidente in gran segreto. Stavolta però sono in corso sopratutto riflessioni sull’età (fra poco compirà 35 anni) per questo “vecchietto” carismatico. Va trovato un punto d’incontro.
RISCATTO
L’ultima parola è sempre di Lotito. Ne è la dimostrazione il figliol prodigo Radu: fosse stato per Tare non lo avremmo più visto al centro. Invece Stefan in queste vacanze si sta godendo il suo sesto titolo: è il giocatore più vincente dell’ultimo decennio. Ha agganciato Almeyda, Mancini, Salas, Ballotta, Boksic e Stankovic. Con 8 presenze, tra l’altro, è il biancoceleste (al pari di Favalli, Nedved e Mancini ) con più finali giocate nella storia della Lazio. E pensare che il rumeno era stato epurato a fine giugno, è rientrato chiedendo scusa per alcuni suoi comportamenti alla società e a tutto lo spogliatoio. In questa stagione ha la miglior media punti (2,36 a partita) in campo. Il paradosso è che ora è lui più al sicuro con ancora un anno e mezzo di contratto.

Cittaceleste.it

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