Ora atteso l’ok al protocollo: test e tamponi, ecco il piano per la ripresa del calcio

Dai test sierologici ai tamponi, ecco le modalità con le quali saranno controllati i calciatori

di redazionecittaceleste
Lazio: allenamento a Formello

ROMA – Il calcio ha avuto il via libera almeno per far allenare individualmente i calciatori nei rispettivi centri sportivi. Anche se la battaglia col Governo, in primis il ministro Spadafora, continua, comunque una piccola apertura vi è stata. C’è entusiasmo nei club di Serie A per la decisione presa dal Viminale, anche se di allenamenti di squadra ancora non se ne parla. Il primo a calcare il terreno di gioco sarà il Sassuolo (che fu l’ultimo insieme al Brescia lo scorso 9 marzo). Domani toccherà invece a Inter, Juventus, Atalanta e Bologna, mentre mercoledì a Lazio e Roma.

TEST E TAMPONI, ISTRUZIONI PER L’USO – Adesso si aspetta l’ok al protocollo della Figc per far partire tutte le misure di prevenzione. Tutti i club (nessuno può iniziare per conto suo) sono in attesa delle decisioni del Governo. Intanto La Gazzetta dello Sport si è recata presso la clinica Villa Stuart a Roma, un centro Fifa, per saperne qualcosa di più sugli esami ai quali saranno sottoposti i calciatori. Si partirà con i test sierologici rapidi. Piccola punturina al dito medio e in 8 minuti si saprà se sono mai stati infetti dal Coronavirus. 8 minuti: il tempo che le immunoglobuline di tipo M (che fotografano il presente) e quello di tipo G (che raccontano il passato) forniscano il quadro. In seguito a ciò sarà opportuno effettuare il tampone, anche in caso di esito negativo. Il motivo? Perché i test sierologici rapidi possono lasciare una finestra scoperta per ultimi 3-6 giorni. Altri 20 minuti di attesa e si avrà la risposta definitiva anche in merito all’immediato presente. Poi il via libera per allenarsi. Quanto costeranno queste apparecchiature? Meno di quanto si possa pensare. Come reso noto dal direttore di Villa Stuart, Marco Santini: “Lo strumento per il sierologico è gratuito, si pagano solo le card, che costano 25 euro, mentre la macchina della Menarini (quella per i tamponi, ndr) arriva a 4.500 euro. Intendiamoci, il rischio zero non esiste, ma le criticità non sarebbero mai durante gli allenamenti, anche di gruppo, bensì solo negli spostamenti e negli alloggi extra-ritiro”. Morale della favola: con due macchine (una per i tamponi e una per i test sierologici) in ogni centro sportivo, il calcio potrà monitorarsi in autonomia, senza utilizzare strutture sanitarie che serviranno al pubblico.

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