Un altro Tucu da matti chiama Scaloni
ROMA - Un altro Tucu da matto. Sconclusionato eppure così meravigliosamente decisivo. Correa è un paradosso. E' fumo e arrosto, è un talento che ti fa ribollire il sangue dentro. Perché sbaglia l'impossibile e poi ti fa godere all'improvviso. Perché porta insieme a Immobile 7 dei 10 punti Champions dell'ultimo tour de force del campionato.
SCIUPONE
Per Joaquin sembra quasi la chiusura d'un cerchio. Era nato in biancoceleste e diventato titolare l'anno scorso, con il gol del pari contro i rossoneri all'Olimpico al novantatreesimo. Per lui allora Inzaghi aveva inventato un nuovo modulo tutto votato all'attacco. Correa lo ringrazia mandando definitivamente il Milan al Diavolo. Ci mette un'eternità a trovare il raddoppio, ma alla fine conta il risultato. La croce si spezza, ecco la delizia all'incrocio. Come in Coppa Italia, è un gol che stende l'avversario al tappeto. Correa stavolta lo sferra giocando da fermo nel secondo tempo. Fino a quel momento erano disperati sugli spalti pure il match analyst Allavena e i collaboratori d'Inzaghi Rocchini e Cerasaro, al gol un urlo liberatorio: «Dai Tucu, era ora». Correa si era divorato due occasioni clamorose a tu per tu con Donnarumma. Un geniale Luis Alberto lo aveva già lanciato verso la porta, per fortuna l'argentino non fallisce nella ripresa: «Complimenti al mio compagno per l'assist incredibile, arriva sempre per primo sulla seconda palla».
NAZIONALE
Ora c'è l'arrosto. Non ci sono più solo i palloni sparacchiati su Pau Lopez nel derby, le chance sprecate davanti ad Handanovic o il rigore sbagliato a Bologna negli occhi. Corra continua a sciupare mille occasioni, ma adesso centra pure le reti che portano punti: «Siamo diventati tutti più determinati, anche se il mister ci dice che dobbiamo comunque divertirci in campo ed essere felici. Siamo sulla strada giusta, lottiamo e vinciamo. Se fossimo usciti da San Siro col pari saremmo stati delusi. Adesso dobbiamo ancora migliorarci, remare nella stessa direzione e toglierci altre soddisfazioni». Correa vuole riprendersi pure l'Argentina a suon di reti. L'ha ripersa, ma fra pochi giorni spera di ritornare fra i convocati.
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