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Amarcord Lazio – Il compleanno di Re Cecconi, il pupillo di Maestrelli

Amarcord Lazio – Il compleanno di Re Cecconi, il pupillo di Maestrelli

E poi arrivò un angelo biondo, e la Lazio vinse lo scudetto. Oggi Luciano Re Cecconi avrebbe compiuto settantatre anni. E’ stato un simbolo della Lazio di Maestrelli, sarebbe potuto essere uno dei punti di riferimento della Nazionale di Enzo...

redazionecittaceleste

E poi arrivò un angelo biondo, e la Lazio vinse lo scudetto. Oggi Luciano Re Cecconi avrebbe compiuto settantatre anni. E’ stato un simbolo della Lazio di Maestrelli, sarebbe potuto essere uno dei punti di riferimento della Nazionale di Enzo Bearzot. La sua storia la conoscono tutti, così come il triste epilogo che rappresenta il dramma più grande della storia della famiglia biancoceleste. Il grande centrocampista biancocelesti era nato a Nerviano, aveva coltivato la passione per il calcio nel poco tempo libero che aveva a disposizione: il lavoro più che un diritto era una necessità. Muove i suoi primi passi nel Sant’Ilario Milanese, poi viene tesserato dalla Pro Patria. E’ Carlo Regalia, futuro ds laziale, a farlo esordire in prima squadra.

Il giovane è veloce, dinamico, un centrocampista di sostanza. Non può sfuggire ai radar di Tommaso Maestrelli che a Foggia chiede e ottiene l’acquisto del centrocampista lombardo. Per ironia della sorte, la sua prima partita da titolare la gioca con la Lazio. E quando Maestrelli arriva a Roma per allenare il club biancoceleste, chiede a Lenzini di acquistare il suo pupillo. In realtà, il Maestro vorrebbe anche Bigon, ma messo di fronte a una scelta dal General manager laziale Antonio Sbardella per motivi economici, alla fine l’allenatore decide di portare alla Lazio nell’estate del 1972 l’ex calciatore della Pro Patria.

Alla Lazio, Re Cecconi ha subito un impatto positivo. Ma agli inizi, si pesta un po’ i piedi con l’altro mediano Gigi Martini. Ma con un accorgimento tattico, Maestrelli trova la soluzione spostando Martini nel ruolo di terzino sinistro. E’ questa la mossa che più di ogni altra trasforma la Lazio. La squadra biancoceleste - da neopromossa - sfiora la vittoria dello scudetto. Nell’ultima partita di campionato, perde la partita contro il Napoli e la possibilità di giocarsi il titolo contro la Juventus, che nel frattempo è passata senza affanni all’Olimpico contro la Roma. Ma l’anno dopo, la storia sarà diversa. Re Cecconi è uno dei protagonisti dello scudetto: Cecco scrive in bella calligrafia una delle pagine più belle della storia laziale.