Bisignani: "La Lazio non è in vendita. Lotito chiede cifre folli, invece deve... "
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Luigi Bisignani è tornato a parlare in collegamento a Radiosei della situazione legata alla Lazio e alla contestazione nei confronti di Lotito. Di seguito le sue parole: "Stavo ascoltando un grande laziale che è l’assessore ai grandi eventi e allo sport del Comune di Roma che è Alessandro Onorato, che sta facendo la sua convention qua a Roma.
SS Lazio Unveil New Signings
Sul Flaminio? Ancora non ha detto nulla ma certo, il Flaminio è il sogno per tutti noi biancazzurri. Dunque, partiamo dalla lettera. La lettera è stato certamente un tentativo di Lotito, il quale per la prima volta però, dobbiamo dirlo e dobbiamo riconoscerlo, ha detto che le cose non vanno bene e che perciò vanno sistemate.
Questo per uno come Lotito è secondo me un grande gesto dal quale dobbiamo partire. Ecco, quello che mi sarei aspettato nella lettera, oltre al fatto di dire che le cose non vanno bene, è che cosa bisogna fare per farle andare meglio. Questa è una domanda che purtroppo nella lettera manca ed è quello che tutti i tifosi della Lazio si aspettavano di sentire.
La lettera mi è sembrata sinceramente un po’ artificiale. Innanzitutto arriva troppo tardi perché la frattura ormai è veramente molto profonda. Mi sarei aspettato delle note programmatiche. Se si parla poi del Flaminio, il Flaminio è un grande investimento, un investimento davanti al quale bisogna capire come ci si presenta, con quali fondi, chi lo supporta, perché costruire uno stadio è un’operazione molto complicata, calcolando che questo stadio è ancora un libro dei sogni.
Inizia appena adesso la conferenza dei servizi, bisogna sentire ancora il parere della sovrintendenza, per cui stiamo parlando da qui a sette anni, sei anni. Mancano dei numeri economici che sono fondamentali per un progetto del genere Lazio 2032? È una delle tante promesse e poi mi viene anche un po’ di rabbia, perché se voi leggete o se avete visto il Sole 24 Ore di oggi, dice che c’è l’interesse dei fondi internazionali per i grandi stadi o per gli stadi che si fanno in Italia.
I fondi hanno tutto l’interesse a partecipare alla costruzione di stadi e allo sviluppo del calcio italiano. Se vedete l’articolo del Sole 24 Ore parla proprio di questo, l’interesse, il grande interesse dei fondi internazionali a partecipare accanto alle squadre di calcio per la costruzione degli stadi che sono un bene per tutta la comunità. Mi piacerebbe che il Presidente Lotito, che riconosciamo ha fatto anche tante cose buone per la Lazio, si mettesse un attimo in discussione, sentisse un mondo che è un po’ diverso.
Lui non se la può prendere solo con i tifosi, lui dovrebbe interloquire con tutti quei mondi, con tutte quelle grandi entità internazionali che potrebbero dare una mano alla Lazio. Un esempio per tutti, la famiglia Percassi e l’Atalanta, nessuno lo può costringere a vendere, ci mancherebbe altro, un liberale, un democristiano come me una cosa del genere non la direbbe mai. Però, santo Dio, apriti un attimo al mondo, oppure se non riesci ad aprirti il mondo fai un aumento di capitale, fai qualcosa.
I tifosi hanno bisogno di qualche certezza. L’ostilità che lui ha verso i fondi arriva dalla presunzione di dover fare tutto da soli, ma in politica, nelle imprese, nelle aziende, da soli non si fa niente. Se mi permetti tu hai parlato del Messaggero che ha scoperto adesso con la lettera di Lotito quello che è il sentimento dei tifosi della Lazio.
Per questo, con Il Tempo questi argomenti li stiamo trattando da settimane, giorno per giorno e sono argomenti che abbiamo messo proprio nell’interesse della Lazio e anche per far ragionare sommessamente Lotito che prima o poi dovrà uscire dal suo bunker e confrontarsi con le realtà che amano la Lazio da generazioni, come il mio caso e come tantissimi di noi.
Tra le domande che ho fatto vorrei una risposta in particolare a quella del sogno, è quella che mi ha spinto all’inizio a scrivere la prima lettera, è quella del nonno. Io sono un nonno di nipotini che ho fatto diventare grazie anche ai miei figli Laziali, ma come fa un bambino di 7 anni, penso a Sebastiano, penso a William più grande, penso al piccolo Luigi, a diventare Laziale? Come si fa?
Noi vediamo che la Roma è presente ovunque nel merchandising: vai alla stazione Termini e ci sono gli angoli della Roma, tutta la città pulsa un po’ di Roma, perché noi che siamo la squadra più antica della Capitale non abbiamo questo tipo di feeling con la città e perché Lottito non investe in quello che è il merchandising, in tutto quello che serve ad una società moderna per riuscire a creare attorno a sé quell’amore che io da nonno e i miei figli da padre stanno dando ai nipotini?
È difficile portare un nipotino di 8 anni allo stadio e vedere lo stadio vuoto, la Lazio che perde, nessun tipo di campagna acquisti: è molto molto penoso, credetemi. E lo dice un tifoso della Lazio che ha sempre sofferto per la Lazio, perché noi abbiamo avuto momenti grandiosi con Lenzini e con Maestrelli, con Cragnotti, ma abbiamo anche avuto momenti di grandissima difficoltà in cui però siamo sempre stati attorno alla squadra e attorno alla nostra squadra.
Io sono riuscito a portare tutti i miei figli a diventare della Lazio perché seguendo con grande affetto e rispetto il Presidente Andreotti per tanti anni, sapevo che uno dei suoi principali crucci è che il figlio Stefano, tra l’altro grandissimo tifoso laziale, non fosse romanista come lui e persino il nipote che si chiama Giulio è della Lazio e sono abbonati alla Tribuna Tevere come tutti i veri grandi laziali.
C’è certamente un’attesa inutile ma la pressione che stiamo facendo, che è una pressione di affetto e di amore perché dietro a noi c’è solo l’amore per la Lazio, il grande tifo della Lazio, io credo che alla fine spingerà Claudio Lotito, che è una persona troppo intelligente e che ha scadenze troppo importanti sia politiche che imprenditoriali, a capire che qualcosa deve fare.
Io spero che tutto questo grande movimento, che grazie soprattutto a Il Tempo stiamo portando avanti, anche al Corriere dello Sport che so che finalmente se ne occupa in maniera seria, credo che spingerà Lotito, anche all’interno di quello che sta succedendo in Forza Italia, a ripensare un po’ le sue posizioni. Quando si parla di proposte economiche, bisogna essere molto cauti.
E secondo me stiamo sognando delle cose che non esistono, perché in questo momento la Lazio non è sul mercato. Lotito non ha nessuna intenzione oggi di vendere e non c’è nessuna offerta, come lui dice. C’è stata una polemica quando io parlavo della vecchia richiesta, ma era 7-8 anni fa, è per dire che c’è un grandissimo interesse dei fondi e dei grandi imprenditori anche internazionali attorno al calcio italiano e perciò anche attorno alla Lazio.
Ma con un Lotito così chiuso che non è venditore e che comunque se fosse venditore chiederebbe delle cifre fuori dal mercato, non facciamoci illusioni, non pensiamo che arriva il Principe Azzurro col cammello o col jet a comprare la Lazio. In questo momento la Lazio secondo me non è sul mercato perché c’è un Presidente che chiede cifre astronomiche davanti invece a un mondo dei fondi che sarebbe prontissimo a fare delle offerte che fossero ragionevole.
Io credo che tutta questa azione servirà per farlo ragionare, per farlo stare con i piedi per terra. Non credo che lui voglia continuare con questo scontro così, però questo lo aspetta lui. Certamente c’è l’interesse dei fondi, basta leggere il giornale di stamattina, se comprano squadre di Serie C immaginati se non c’è qualcuno che vuole partecipare a un grande sogno in una città come Roma che ha una piazza incredibile. Roma dovrebbe essere un veicolo straordinario per un fondo con tutte le sue bellezze e con tutto quello che rappresenta.
Ricordiamoci sempre che siamo la prima squadra della Capitale. Io ho conosciuto bene Berlusconi, quando c’erano delle critiche lui la prima cosa che faceva telefonava, parlava, cercava di capire. Una squadra di calcio senza tifosi, uno stadio vuoto, non è etico visto che lui parla sempre anche di etica.
Non so se lui leggerà le mie domande, certamente spero che qualche collaboratore cominci a ragionare, non a rispondere a me che sono, come ho detto e come concludevo il pezzo, un vecchio raccattapalle dell’era Lorenzo, ma si insomma faccia delle riflessioni perché noi vogliamo la Lazio grande, come vogliamo sognare, noi vogliamo una campagna acquisti adesso, vediamo che succede la settimana prossima con tutte le regole che ci sono e che speriamo consentano alla Lazio di poter avere finalmente una rosa dopo due anni di campagne acquisti ridicole.
La Reggina e i risvolti politici? Andreotti diceva che a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si indovina. Certo c’è un grande rapporto tra Lotito il governatore della Calabria, un eminente personaggio di Forza Italia che è Occhiuto, un allenatore che è calabrese, un collegio elettorale in Molise che probabilmente non gli viene ridato…
Certo la Reggina è sicuramente un modo per avvicinare il pubblico calabrese, ma non voglio pensare che una persona intelligente come Lotito, che certamente vuole essere ricandidato, finisca per fare quello che sarebbe ancora un errore più importante perché poi se la Reggina venisse promossa deve lasciarla, ricominciamo con quello che è successo con la Salernitana: alla fine aveva fatto un affare poi si è incaponito e l’ha dovuta svendere, non credo che lui rifaccia un errore del genere, sarebbe un peccato mortale".
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