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Ag. Immobile: ”Ciro non deve dimostrare nulla, critiche stucchevoli’

redazionecittaceleste

Le parole di Alessandro Moggi: “Mi agito perché quando leggo certe cose mi viene da pensare che qualcuno non sia in buona fede”

In relazione alle tante, troppe critiche ricevute da Ciro Immobile in questi giorni, è intervenuto ai microfoni di Radio RadioAlessandro Moggi. L’agente del bomber di Torre Annunziata ha voluto puntualizzare alcuni dettagli, spesso troppo trascurati. Di seguito le sue parole.

Le parole di Alessandro Moggi

Ciro è assolutamente concentrato sull’Europeo: si tratta di un momento importantissimo per la sua carriera. Per lui è un momento assolutamente positivo. Per quanto riguarda ciò che si dice, per me le critiche sono totalmente ingiuste. Lui ha dimostrato negli ultimo anni di essere il più grande centravanti italiano, lo dicono i numeri. È formalmente ancora la Scarpa d’Oro e amettere in discussione un attaccante come lui è secondo me chi non capisce di calcio.

I dati dell'ultima partita dicono che Ciro Immobile per impegno - rincorrere l'avversario e andare a fare la guerra dappertutto per il campo - le sue sono ottime prestazioni. Poi in Italia ci sono 60 milioni di CT e ognuno esprime il proprio pensiero. Però bisogna valutare la prestazione di un attaccante in relazione ai momenti: abbiamo visto tutti che l'Italia ha sofferto contro la Spagna. Poi il risultato è stato portato a casa con determinazione e carattere dimostrata da tutti, Ciro compreso”.

Ancora Moggi

“Spesso sento paragoni con altri attaccanti che avranno fatto un quinto dei gol che ha fatto Ciro. Per me le critiche sono ormai stucchevoli. Un calciatore come Ciro Immobile non ha più bisogno di dimostrare niente. Lo ha già fatto nella sua carriera ed è tra i giocatori italiani di vertice degli ultimi anni. Le critiche mi fanno arrabbiare: se fa due gol a partita va tutto bene ma nessuno lo esalta. Se invece non riesce a segnare diventa il problema della Nazionale italiana. Spesso leggo tirare fuori nomi di attaccanti da quaranta reti in carriera indicati come ipotetiche soluzioni per le prestazioni dell’Italia. E allora mi viene da pensare che qualcuno non sia in buona fede quando scrive. Per questo mi sono un po' agitato".