Le parole del giornalista Marco Giordano, intervenuto ai nostri microfoni per parlare di Napoli-Lazio di domani e del futuro di Conte e Sarri

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Di Lorenzo Bozzetti

Nel precedente turno di campionato la Lazio ha incassato un'amara sconfitta contro la Fiorentina di Paolo Vanoli. Un ko firmato dalla rete di Robin Gosens che di fatto ha rallentato la corsa dei biancocelesti verso il raggiungimento di un migliore piazzamento nell’attuale classifica di Serie A. Domani, però, per i capitolini guidati da Maurizio Sarri si presenta un appuntamento che potrebbe rappresentare un ulteriore test fondamentale al fine di provare a migliorare la propria posizione di classifica, vale a dire la gara contro il Napoli di Antonio Conte, squadra che proprio contro i biancocelesti vorrà provare a vincere per consolidare l’attuale secondo posto. A tal proposito Marco Giordano, giornalista di Radio CRC, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Cittaceleste.it per parlare della gara in programma domani tra Napoli e Lazio e, al tempo stesso, esprimere il proprio personale giudizio sul momento di forma delle due squadre e delle singole situazioni legate al futuro di Antonio Conte da una parte, e di mister Sarri dall’altra. Queste le sue parole:

MARCO GIORDANO

Iniziamo dal Napoli: come giudica la stagione condotta fino ad oggi dai partenopei? Si aspettava una maggiore continuità da parte degli azzurri nella lotta scudetto oppure ritiene che i tanti infortuni accusati dalla squadra abbiano fatto la differenza?

La stagione del Napoli è difficilmente giudicabile, perché gli infortuni hanno inciso terribilmente sulla capacità del Napoli di essere incisiva su due fronti, ovvero campionato e Coppa Italia. La Supercoppa vinta è sicuramente un punto enormemente a favore; la possibilità concretissima di arrivare secondi dimostra che la stagione è comunque positiva. È chiaro che sull'annata pesa tantissimo quel trentesimo posto in Champions League, che per la Champions League, guardando esclusivamente la Champions League, deve ritenersi dal mio punto di vista fallimentare. Sulle altre competizioni il giudizio non può che essere positivo, sia per la Supercoppa vinta e per il campionato che comunque così pesantemente inficiato dagli infortuni vede comunque il Napoli probabilmente arrivare al secondo posto, e poi la Coppa Italia, che è finita anche con un errore arbitrale piuttosto clamoroso”.

Tra gli aspetti maggiormente in risalto nella stagione del Napoli vi è sicuramente un rendimento sottotono offerto in campo internazionale. A quali cause attribuisce il poco esaltante percorso intrapreso dagli azzurri in Champions League?

Le partite contro il PSV, il Copenhagen, l'Eintracht restano, anche in questo caso sicuramente con un'attenuante generica degli infortuni, delle macchie pesanti. Soprattutto Copenhagen, quando si aveva la possibilità di fare un gol che sarebbe servito per qualificarsi, si aveva 30 minuti in più in un campo dove c'era una squadra che, effettivamente, c'era poco sul terreno di gioco; i sei gol presi ad Eindhoven... È chiaro che Conte non ha dimostrato di aver fatto in Europa quel salto qualitativo che ci si aspettava da lui, e questo ha sicuramente penalizzato una rosa che era stata costruita per provare a fare bene su tutti i fronti, ovviamente Champions compresa, tanto importante anche per le casse societarie”.

In casa Napoli tiene banco il futuro di Antonio Conte. Secondo Lei, quali saranno gli elementi che al termine della stagione decreteranno la permanenza del tecnico sulla panchina azzurra o la sua separazione dal club partenopeo? Al tempo stesso, quanto l'attuale situazione legata alla panchina della Nazionale (con quest'ultima alla ricerca di un nuovo ct) potrebbe eventualmente influire sulla sua decisione di rimanere oppure no al Napoli?

Secondo me della situazione di Conte si sta parlando un po' troppo inutilmente. Conte è legato al Napoli da un contratto fino al 30 giugno del 2027. Al momento non c'è un presidente federale, quindi non ci può essere un allenatore dell'Italia e scelto dalla federazione. Al momento nessun indizio porta poi anche a un eventuale Malagò che faccia una forzatura per prendersi Conte: pare che ci sia Allegri effettivamente protagonista. Al momento non ci sono segnali di altri club che facciano carte false per sottrarre Conte al Napoli. Per me è una questione che veramente ha poco valore, poi che i due si vedranno, Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte, ad aritmetica qualificazione in Champions avvenuta, è quello che avviene ogni anno, e se ci sarà uno screzio profondo, divisione ovviamente perché i due resteranno -ne sono certo- ottimi amici e hanno un rapporto personale straordinario, allora cambierà la dinamica. Ma in caso contrario Conte rispetterà il suo contratto con il Napoli”.

Anche in casa Lazio si discute parecchio attorno al futuro di mister Sarri: un suo parere sulla situazione tra il tecnico e la società biancoceleste? Secondo Lei, a fine stagione sarà divorzio tra il club e il tecnico oppure proseguirà questo binomio?

Io credo che la Lazio debba fare un reset, perché quando si ha una situazione così pesante da gestire, allora anche chi la gestisce accumula tantissime scorie. Qui non si tratta di mettere in dubbio il valore di un allenatore che per me è fantastico, poi si può scendere nel dettaglio tattico, cambiamenti e tutto quello che si vuole. Però secondo me Sarri, in questi mesi soprattutto, ha accumulato tantissime scorie. Scorie che oggi sono difficili da andare, forse, a cancellare in una maniera corretta”.

L'allenatore biancoceleste questo sabato affronterà il Napoli, squadra con la quale ha ottenuto importanti risultati in campionato, in primis lo storico record dei 91 guadagnati in Serie A: dal suo punto di vista, in cosa è cambiato il tecnico toscano rispetto agli anni vissuti sulla panchina partenopea?

Quello che è cambiato è il calcio. Sarri regalò ai napoletani uno spettacolo quasi senza senso per la bellezza dello stesso. Però era il 2018 quando si toccò l'apice di tutto questo. E anche negli anni precedenti il Napoli era straordinariamente figo, moderno, spaziale in alcune circostanze da osservare. Il calcio è cambiato. Il calcio oggi vive di un'intensità completamente diversa e chiaramente non c'è più nemmeno quella possibilità lì di giocare quel tipo di calcio. Tanto per dire, anche Guardiola ha dovuto cambiare il suo modo di stare in campo”.

Che ne pensa della stagione vissuta fino a questo momento dalla Lazio? Un suo giudizio sul lavoro finora svolto dal Comandante?

Il lavoro fatto dal Comandante finora è sicuramente buono. Non posso definirlo straordinario, non che abbia a disposizione forse il miglior materiale possibile. Credo che la Lazio stia viaggiando in una situazione di mediocrità, e mi dispiace perché credo che la Lazio debba vivere sicuramente qualcosa di diverso”.

Qual è il suo pensiero sulla protesta dei tifosi biancocelesti contro la società?

Io credo che i tifosi siano coloro i quali tengono tutto in piedi, e che quando non ci sono eccessi, e non mi sembra che ci siano state violenze di piazza nell'esposizione della protesta, allora la protesta vada ascoltata, vada accolta, vada capita. Se Lotito non ha un piano vero di rilancio della Lazio, allora farebbe bene ad ascoltare la voce del suo popolo”.

Il Napoli si presenta all'appuntamento di domani reduce dal pareggio in trasferta contro il Parma: come ha visto la squadra contro i gialloblù di Carlos Cuesta?

Il Napoli contro il Parma non mi ha convinto, perchè è stato un Napoli molto monotematico, che ha avuto tutto il campo da poter occupare e spesso ha cercato solo poche idee per andare a trovare la via della porta. Non ho condiviso l'idea di Conte di tenere i tre centrali fino alla fine; non ho condiviso l'idea di partire senza esterni di ruolo. Insomma, non credo che sia stato un Napoli sufficiente quello visto a Parma, al netto del pareggio”.

Napoli-Lazio è anche Conte contro Sarri, due filosofie di gioco pronte a confrontarsi: da una parte l'intensità e l'aggressività contiana, dall'altra il palleggio e la solidità difensiva sarriana. Da questo punto di vista, che tipo di gara si aspetta fra le due squadre?

Napoli-Lazio è probabilmente una partita con un andamento tattico che si potrebbe prevedere in questo senso qui. Da un lato la Lazio che fa blocco basso, probabilmente poco pressing alto, poca volontà di andare ad incidere nello spezzare la trama del Napoli. Il Napoli che dovrà capire cosa non fare al Maradona di quello che si è visto a Parma, quindi le solite manovre che poi portano alla speranza del cross sull'esterno o all'imbucata da parte di De Bruyne. Quindi dovrà essere un Napoli che dovrà chiamar fuori la Lazio, triangoli, lavoro sugli esterni e così via, che chiaramente deve renderlo maggiormente imprevedibile”.

Secondo Lei, in quale porzione del rettangolo verde di gioco si potrà decidere la partita? Crede ci sarà qualche duello particolare in mezzo al campo? E poi, si aspetta qualche protagonista in particolare nel match?

Sarà una partita dove non credo che ci sia una zolla decisiva per quello che sarà l'occupazione degli spazi. Da parte della Lazio non credo che ci sarà un'occupazione decisiva, forse qualcosa in più potrebbe essere deciso dall'estro di sviluppo sugli esterni, se poi costringe a qualche scalata che potrebbe essere non fatta con i tempi giusti e così via, potrebbe la Lazio andare maggiormente in difficoltà, soprattutto quando la linea poi viene messa in crisi. Gli uomini chiave devono essere quelli che costringono la difesa della Lazio a scalare in un modo che non vuole fare, a rompere in qualche modo gli assetti difensivi e quindi trovare delle coperture che spesso possono portare la Lazio ad essere messa in difficoltà”.

Infine, in quale elemento tecnico-tattico la Lazio potrebbe soffrire il Napoli? Al contrario, quali aspetti dei biancocelesti potrebbero creare difficoltà al Napoli?

Ci sono tanti protagonisti capaci in campo di poter trovare qualche giocata. Negli ultimi anni, i vari Napoli-Lazio che ci sono stati ne hanno trovati sempre diversi, anche perché le partite sono state preparate in modo diverso dai tecnici, e soprattutto hanno trovato la possibilità dello spazio. Ecco, quello che determinerà sarà la capacità di trovare spazio da parte delle due squadre, e quindi creare, per esempio, un isolamento per qualche singolo, oppure, come nel caso del Napoli come spesso diventa arma determinante McTominay con questa partenza da dietro, che poi letteralmente sconquassa le difese avversarie”.

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