ESCLUSIVA – Maritano: "Gattuso ha dato identità alla Lazio. Floriani? Può diventare..."
Vai nel canale Telegram di Cittaceleste >
La Lazio di Gennaro Gattuso è sempre più protagonista di uno straordinario inizio di campionato, come ulteriormente confermato dal netto successo per 6-2 conquistato contro il Sassuolo. Ora per i biancocelesti si avvicina un nuovo appuntamento, vale a dire quello contro il Cagliari, importante per dare continuità agli ottimi risultati collezionati fino ad oggi. Sul momento della squadra, sulla vittoria al Mapei Stadium e sulle prospettive future ne ha parlato Lucrezia Maritano, giornalista di Radio TV Serie A intervenuta in esclusiva ai microfoni di Cittaceleste.it per approfondire anche il lavoro di Gennaro Gattuso e sugli obiettivi che la Lazio può potenzialmente raggiungere nel corso della stagione. Di seguito le sue dichiarazioni:
La Lazio ha battuto il Sassuolo per 6-2, salendo a quota 25 punti e facendo registrare il miglior avvio di campionato della propria storia, con otto vittorie e un pareggio dopo nove giornate. Come giudica questo straordinario inizio di stagione? Quali sono gli aspetti della squadra biancoceleste che l'hanno colpita maggiormente?
“È un avvio straordinario, storico nei numeri ma soprattutto per come è arrivato. Non è solo la classifica, sono i 22 gol fatti con 11 marcatori diversi. La vedo una squadra che domina anche in trasferta. Quello che mi ha colpito di più è la continuità mentale. Questa Lazio non specula mai sul risultato. È una squadra bella da vedere, che gioca e lotta su ogni pallone. Gattuso è stato bravo a rivitalizzare diversi giocatori come Tavares ma anche Zaccagni è finalmente tornato il vero leader del gruppo. Si vede che sta bene mentalmente e fisicamente”.
Quali meriti riconosce a Gattuso per questo percorso? Dal suo punto di vista, in che modo il tecnico calabrese è riuscito a valorizzare il gruppo biancoceleste?
“Il merito principale di Gattuso è aver dato identità a una squadra che arrivava da due stagioni complicate. Ha trasformato l'intensità in organizzazione. Tutti conoscono il Gattuso grintoso ma qui si vede un allenatore che ha dato principi chiari. La squadra lo segue ed è evidente che ci sia un bel clima, questo è merito suo. Continua a ripetere "non guardiamo la classifica, solo lavoro" e questo tiene il gruppo con i piedi per terra. Ha valorizzato tutti, anche chi partiva dietro nelle gerarchie. Di recente ho sentito una sua intervista dove ha detto di aver fatto anche un lavoro su se stesso per poter gestire i “calciatori di oggi” e ci sta riuscendo alla grande con un gruppo unito che lo segue in modo impeccabile. Credo che anche per lui sia un momento incredibile, può togliersi qualche soddisfazione dopo anni complicati”.
Alla luce dei risultati ottenuti finora, a quali obiettivi può ambire questa Lazio? Crede che la squadra abbia le qualità per competere per un piazzamento in Champions League o possa puntare a traguardi ancora più ambiziosi?
“Dopo nove giornate non si vincono campionati ma ci si guadagna il diritto di sognare. Con questo avvio sorprendente la Lazio si è guadagnata sul campo il diritto di essere considerata una delle grandi protagoniste. La Champions deve essere l'obiettivo minimo. Per lo Scudetto? È presto, ma se mantieni questa media gol, questa solidità in trasferta e questa alternanza di marcatori, puoi stare lassù fino in fondo. La differenza si vedrà strada facendo considerando che siamo solo alla 9 giornata e che c’è sempre l’Inter. Credo che anche quest’anno la squadra di Chivu voglia confermarsi prima della classe. L’Inter è una squadra che ha un organico che può fare la differenza, chi subentra vale quasi come un titolare, questa forse è la vera grande forza di Chivu”.
Nonostante lo straordinario avvio di stagione, quali difficoltà potrebbe incontrare la Lazio nel proseguimento del campionato? Su quali aspetti ritiene che la squadra debba ancora lavorare per migliorare e mantenere questo livello di rendimento nel corso della stagione?
“Gattuso l’ha detto: quando la squadra abbassa l'aggressività, soffre e deve imparare a stare meglio in blocco basso. Altri due aspetti: la gestione dell'entusiasmo e la profondità della rosa. Cinque vittorie consecutive portano euforia, ma come dice Gattuso, arriveranno anche dei momenti difficili. Servirà non dipendere solo dai titolarissimi e migliorare nelle gare sporche dove non riesci a sbloccarla subito. Il tecnico è molto bravo a gestire il gruppo e credo che dovrà continuare così. E poi sarà fondamentale il cercare di avere sempre tutti a disposizione. Questo ovviamente non dipende solo da Gattuso ma è un elemento cruciale per proseguire al meglio”.
Tra le note più positive di questo avvio di stagione c'è Floriani Mussolini, che ha trovato spazio in squadra anche grazie all'assenza per infortunio di Adam Marusic. Il suo rendimento, fino ad oggi, è stato particolarmente convincente e contro il Sassuolo è arrivato anche il primo gol in Serie A. Come giudica la sua crescita e quanto può diventare importante per il futuro della Lazio?
“È una delle storie più belle di questo avvio. Un ragazzo serio, che aspettava il suo momento e se l'è preso. Contro il Sassuolo ha trovato anche il suo primo gol in A e con la maglia biancoceleste confermando la fiducia del tecnico. La sua crescita è sotto gli occhi di tutti. È un giocatore che ha gamba e personalità. Può diventare molto importante per il futuro della Lazio perché ti dà una soluzione italiana, giovane e con senso di appartenenza”.
Un altro protagonista di questo momento positivo è Kenneth Taylor, sempre più centrale negli equilibri della squadra e autore di un gol contro il Sassuolo. Come valuta il suo rendimento e quale importanza sta assumendo all'interno del sistema di gioco di Gattuso? L'olandese può diventare uno degli elementi imprescindibili della Lazio?
“Taylor è uno dei giocatori che con Gattuso ha fatto un lavoro incredibile, unisce visione e tempi di inserimento. Al Mapei ha sbloccato la partita dopo 2 minuti. Direi un giocatore inamovibile. È l'uomo che ti fa respirare quando serve e che accelera quando ne hai bisogno. Se questo sarà l’andamento stagione si toglierà grandi soddisfazioni. D’altronde l’ha detto proprio Gattuso: “vede cose che noi umani non vediamo”.
Per concludere, un suo pensiero sul clima che si respira in casa Lazio. Prosegue infatti la protesta dei tifosi, che continuano a disertare l'Olimpico senza però far mancare il proprio sostegno alla squadra in trasferta, come dimostrano i circa 10mila presenti al Mapei Stadium contro il Sassuolo. Crede che gli ottimi risultati della squadra possano favorire un riavvicinamento tra la tifoseria e la società oppure la frattura è destinata a rimanere?
“È il paradosso di questa Lazio: prima in classifica, travolge il Sassuolo 6-2 e all'Olimpico gioca in un silenzio surreale. Poi vai a Reggio Emilia e vedi una valanga di cuori biancocelesti che spingono la squadra. È una dimostrazione d'amore enorme ma anche un segnale forte alla società. Sono stata a vedere la finale di Coppa Italia all’Olimpico contro l’Inter, quando i tifosi sono tornati allo stadio. Quella sera è stata incredibile, ricordo ancora la coreografia. Credo che manchino molto, nelle partite in casa, alla squadra e a Gattuso. Diciamo che però riescono comunque a farsi sentire anche nei pre partita fuori dallo stadio. I risultati da soli non bastano a ricucire. Aiutano, perché quando vinci si abbassa la tensione ma la frattura che si è creata è su temi che vanno oltre il campo. La squadra sta facendo la sua parte alla grande, sta tenendo acceso e vivo l'amore. Vedremo cosa accadrà in futuro ma i tifosi ci sono, in un modo diverso. Non credo lasceranno mai del tutto “sola” la squadra e Gattuso”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA