ESCLUSIVA - Nicotra: "La Lazio sa colpire. Ecco a cosa dovrà fare attenzione contro la Juve"
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La Lazio di Gennaro Gattuso si prepara a fare visita alla Juventus di Luciano Spalletti, secondo big match per i biancocelesti in questo inizio di campionato dopo la sfida contro il Milan. I capitolini, com’è noto, si presentano all’appuntamento dopo il convincente 3-1 contro il Monza, mentre i bianconeri sono reduci -in campionato- dal pareggio per 1-1 ottenuto all’Unipol Domus contro il Cagliari. Per l’occasione Katia Nicotra, conduttrice televisiva, è intervenuta in esclusiva ai microfoni di Cittaceleste.it per analizzare da vicino il momento che stanno vivendo entrambe le squadre, con un focus in particolare sulla gara di domani sera. Di seguito le sue dichiarazioni:
La Juventus sta faticando a trovare una propria identità. Come giudica questo inizio di stagione e quali sono le responsabilità?
“Mi aspettavo qualcosa di più, soprattutto in termini di continuità. La Juventus ha dimostrato di avere delle qualità, ma fa ancora fatica a trovare un’identità riconoscibile e, soprattutto, a mantenere lo stesso livello di prestazione per tutta la partita. Ci sono momenti in cui sembra poter prendere in mano la gara, poi però torna a essere prevedibile e poco incisiva. Credo che le responsabilità siano condivise. I giocatori devono fare di più, perché indossare questa maglia significa anche saper gestire determinati momenti e avere personalità. Ma non possiamo pensare che il problema sia soltanto individuale. L’allenatore ha il compito di dare un’organizzazione, trovare le soluzioni e mettere la squadra nelle condizioni di esprimersi al meglio. Quando certi limiti si ripetono, è giusto interrogarsi anche sulle scelte e sul lavoro dello staff tecnico. Non basta avere il pallone tra i piedi: bisogna sapere cosa farne”.
Come valuta il lavoro di Luciano Spalletti? Su cosa deve lavorare maggiormente?
“Spalletti è un allenatore esperto, che conosce il calcio e ha dimostrato di saper dare un’identità alle sue squadre. Mi aspetto quindi che riesca a incidere anche sulla Juventus, ma credo che al momento il lavoro sia ancora incompleto. Qualche segnale positivo si è visto, soprattutto quando la squadra riesce ad alzare il ritmo e ad attaccare con maggiore convinzione. Il problema è che queste fasi sono ancora troppo intermittenti. Mi piacerebbe vedere una Juventus più fluida, capace di muovere gli avversari, creare superiorità e arrivare in area con idee più chiare. Contro il Cagliari, per esempio, la sensazione è stata quella di una squadra che teneva molto il pallone senza riuscire a trasformare il possesso in un vero vantaggio. E qui entra in gioco anche l’allenatore: deve trovare soluzioni diverse quando il piano iniziale non funziona. Spalletti ha le competenze per farlo, ma adesso servono risposte concrete, non soltanto buone intenzioni”.
Che Juventus ha visto contro il Cagliari? Quali indicazioni le ha lasciato la partita?
“Ho visto una Juventus che ha avuto il controllo del pallone per lunghi tratti, ma non sempre quello della partita. Sono due cose diverse. Il Cagliari ha saputo difendersi, chiudere gli spazi e ripartire, e bisogna riconoscergli il merito di aver interpretato bene la gara. Ma questo non può diventare un alibi per i bianconeri. La Juve ha avuto bisogno di andare sotto per trovare maggiore urgenza e aumentare la pressione. Nella ripresa, con gli ingressi di Zhegrova e Alajbegovic, qualcosa è cambiato: c’è stata più iniziativa e Kolo Muani ha trovato il gol del pareggio, sfiorando anche la vittoria. È proprio questo che lascia qualche dubbio. Le occasioni e la reazione finale ci sono state, ma perché non riuscire a esprimere quella stessa intensità prima? Non si può pensare di risolvere tutto con il possesso palla o con qualche accelerazione individuale. Mi aspetto una squadra più veloce nel pensiero, più imprevedibile e capace di creare occasioni con continuità, non soltanto quando è costretta a rincorrere”.
Che impressione le ha fatto la Lazio in questo inizio di stagione? Cosa l’ha sorpresa maggiormente?
“La Lazio mi ha colpita per la concretezza e per la capacità di dare continuità ai risultati. Essere nelle prime posizioni dopo le prime giornate non è casuale, soprattutto se riesci a mantenere un buon equilibrio tra la fase offensiva e quella difensiva. La cosa interessante è che non sembra una squadra che ha bisogno di dominare ogni partita attraverso il possesso per essere pericolosa. Sa essere incisiva, sfruttare gli spazi e colpire quando si presenta l’occasione. È una caratteristica importante, soprattutto contro avversari che tendono a lasciare campo nelle transizioni. Naturalmente siamo ancora all’inizio della stagione e bisogna capire come la Lazio saprà gestire momenti più complicati e avversari che le concederanno meno spazi. Ma il suo avvio è sicuramente positivo e credo che a Torino arriverà con fiducia e con la consapevolezza di poter mettere in difficoltà la Juventus”.
Che partita si aspetta domenica all’Allianz Stadium? Quali aspetti potrebbero essere decisivi?
“Mi aspetto una partita in cui la Juventus proverà a fare la gara, soprattutto davanti al proprio pubblico, mentre la Lazio potrebbe cercare di sfruttare gli spazi e le situazioni in cui i bianconeri si scopriranno. Per la Juve sarà fondamentale dare ritmo alla manovra. Se il possesso diventa lento e prevedibile, la Lazio avrà tutto il tempo di sistemarsi e difendere con ordine. Se invece i bianconeri riusciranno a muovere rapidamente il pallone, cambiare gioco e attaccare la profondità, potranno creare problemi alla difesa biancoceleste. Un altro aspetto decisivo sarà la gestione delle transizioni: perdere palla in zone pericolose contro una squadra in fiducia può costare caro. E poi c’è la componente mentale. La Juventus ha bisogno di dare un segnale, ma non deve trasformare questa necessità in fretta e nervosismo. Serviranno lucidità, intensità e capacità di leggere i diversi momenti della partita”.
A cosa dovrà prestare attenzione la Lazio per mettere in difficoltà la Juventus?
“Credo che la Lazio debba partire proprio dalle difficoltà che la Juventus ha mostrato contro le squadre capaci di chiudere gli spazi e ripartire con qualità. Se riuscirà a mantenere compattezza, senza abbassarsi eccessivamente, potrà costringere i bianconeri a cercare soluzioni individuali o a forzare le giocate. Sarà importante anche aggredire gli spazi lasciati dalla Juventus quando porta tanti uomini in avanti. Se la squadra di Spalletti perde equilibrio, la Lazio dovrà essere brava a ripartire velocemente e ad attaccare la profondità, senza sprecare le occasioni che le capiteranno. Non credo, però, che basti aspettare la Juve. La Lazio dovrà avere coraggio, perché concedere troppo campo e passare novanta minuti a difendersi potrebbe diventare rischioso. La chiave sarà alternare una buona organizzazione difensiva a momenti in cui riuscire a tenere il pallone e risalire il campo. Se riuscirà a farlo, potrà giocarsela senza timori”.
Dove si deciderà la partita? Quali giocatori potrebbero essere determinanti?
“Secondo me la partita si deciderà soprattutto nella capacità di trovare spazi tra le linee e di essere efficaci negli ultimi trenta metri. La Juventus dovrà dimostrare di saper trasformare il proprio possesso in occasioni vere, mentre la Lazio potrebbe fare la differenza attaccando gli spazi lasciati dai bianconeri e sfruttando le transizioni. Per la Juventus, credo sarà fondamentale ritrovare qualità e imprevedibilità negli ultimi metri. In questo senso, chi riuscirà a saltare l’uomo, creare superiorità e attaccare gli spazi potrà fare la differenza. Ma più che affidarsi al singolo, mi aspetto che la Juve riesca finalmente a trovare soluzioni collettive, perché è proprio questo che finora è mancato con continuità. La Lazio, invece, dovrà essere brava a sfruttare le occasioni e gli spazi che inevitabilmente potranno aprirsi. Alla fine, credo che la partita si deciderà soprattutto nella capacità di essere concreti nelle due aree: la Juventus dovrà dimostrare di saper trasformare il proprio possesso in occasioni vere, mentre la Lazio potrà giocarsi le sue carte attraverso le ripartenze e la qualità dei suoi interpreti”.
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