Lo dico sinceramente, perché amo prima di ogni cosa la mia città: se la Roma fa lo stadio a Pietralata sono pazzo di gioia perché Roma, se vuole essere una città internazionale, deve avere anche due stadi di proprietà delle squadre di calcio. Tutti sappiamo che le squadre non patrimonializzano abbastanza se non hanno i loro stadi. Sono felice se la Lazio fa il suo stadio, ma non certo perché tifo la Lazio tanto per essere chiari, se Lotito vuole fare il suo stadio mai prenderà un euro pubblico del comune. La prima pietra bisogna capire chi la mette, io posso avere una data. Il dovere di un’amministrazione comunale è capire se è l'unico progetto in campo, se tecnicamente va bene noi dobbiamo salvaguardare i fondi e soldi dei cittadini. Se quel progetto tecnicamente va bene la giunta comunale potrebbe dire ok a quel progetto. Perché dopo la conferenza dei servizi c’è una sorta di interesse pubblico che viene dato attraverso la giunta comunale. Ma se quel progetto per esempio avesse dei problemi tecnici e non potesse essere realizzato, se la Lazio alla fine il progetto non lo concretizza, se Cassa Depositi e Prestiti alla fine non lo concretizza, potremmo valorizzare noi lo stadio Flaminio mettendo dei soldi noi. Magari chiedendo al Governo dei fondi, io vorrei ricordare che lo abbiamo messo dentro al dossier degli Europei 2032 che si terranno Italia e in Turchia. Dobbiamo capire se i soldi li mette il comune di Roma, quindi i cittadini romani, abbiamo un interesse non certo a fare uno stadio da 40mila posti, va bene pure da 25 mila posti riprendendo sotto le palestre, le piscine, l’area attorno creano un grande parco sportivo e poi vediamo chi ci va a giocare lì dentro facendo accordi con le federazioni dal rugby, al calcio, alla Roma calcio femminile, potremo vedere. Prima dobbiamo andare a capire nei prossimi mesi se questi investimenti privati sono concreti o no. Quindi Roma nuoto uno, Lazio due, Cassa Depositi e Prestiti tre. Ad oggi l’unica conferenza di servizi in atto e l'unico progetto presentato è solamente quello della Roma Nuoto e ripeto noi abbiamo un interesse: restituire alla città il Flaminio. Noi non prendiamo le parti, poi è evidente in una città polarizzato tra Roma e Lazio, nell'immaginario collettivo da sempre il Flaminio è immaginato da parte di tutti i tifosi come il tempio potenziale della Lazio, ma bisogna fare i conti con due realtà fondamentali: uno che la Lazio è una società privata quindi se vuole investire mette mano al portafoglio, fa un progetto esecutivo, lo presenta al comune e con tutte le autorità coinvolte, si vede se tecnicamente si può fare o no; non è che con i sogni si realizza uno stadio, perché oggi il Flaminio più che un sogno è un incubo. Sono passati 13 anni e tre amministrazioni comunali, anzi quattro, non sono state in grado di fare nulla”.