Città Celeste Lazio News RIVIVI IL LIVE | Juventus-Lazio, Gattuso: "Dovremo andare forti: non voglio vedere blackout"

RIVIVI IL LIVE | Juventus-Lazio, Gattuso: "Dovremo andare forti: non voglio vedere blackout"

Stefania Palminteri
Il tecnico biancoceleste interviene in conferenza stampa da Formello alla vigilia della partita contro i bianconeri per presentare la sfida

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Il tecnico biancoceleste, Gennaro Gattuso, interviene in conferenza stampa alla vigilia della gara di campionato contro la Juventus. Segui la diretta scritta di Cittaceleste.it.

Partita di domani può tratteggiare le prospettive e ambizioni della squadra?

"Domani è la settima giornata, dopo ne mancano 31: è riduttivo. Dobbiamo andare a Torino con la consapevolezza che giocheremo contro una grandissima squadra, che ha raccolto poco di quello che ha, che ha seminato. Dovremo essere bravi. Mi interessa il coraggio, che andiamo a fare una partita di mentalità, senza timori, senza paura. Sono più forti di noi sulla carta, però voglio vedere una squadra che va la' e se la gioca, che batte colpo su colpo: dopo vedremo come andrà. Noi abbiamo un percorso, che è quello di migliorare partita dopo partita. Stiamo facendo tante cose buone, dobbiamo ancora migliorare su tanti aspetti: non voglio vedere nessun timore e nessun paura".

Che Juve si aspetta? Che ricordi evocano questa gara al Gattuso ex giocatore?

"Da giocatore è un altro mestiere. Ho perso quattro finali contro la Juve, ne ho vinta una e ne ho perse quattro: domani è domani, il passato rimane nella storia, non può tornare indietro. Giochiamo contro una squadra che può giocare a 2, a 3, a 4, che quest'anno ha cambiato tanto. Le difficoltà sono sempre uguali. È una squadra che ha fatto 3-4 gol su cross, che sui calci piazziati è fisica, hanno velocità sugli esterni, ruotano molto. Per questo dico che domani dovremo avere tanto coraggio, perchè se andiamo la' e ci mettiamo nel capanno e pensiamo che Dio ce la mandi buona non andiamo da nessuna parte. Bisogna fare le cose che sappiamo fare, andare forti e a grandissima intensità: dopo vedremo. Sicuramente hanno le caratteristiche da grande squadra, e secondo me sono una grande squadra".

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Se si rivedrà Lazio ultra offensiva?

"Si può e si deve fare. Poi ci sono momenti in cui bisogna fare blocco difensivo, ragionare in modo diverso: quando si va, bisogna farlo con coraggio, dopo dipende anche dalle zone di campo. L'importante è che se ci si vuole compattare si faccia blocco difensivo. Poi possono metterci in difficoltà in alcuni momenti per il gioco e la qualità che hanno, però bisogna avere grande mentalità e grandissima voglia".

Ha lavorato sulla tenuta mentale in settimana?

"Abbiamo alzato anche il minutaggio di stare più sul campo in settimana, perchè secondo me si può migliorare anche su questo aspetto, e sull'aumentare i giri. È una squadra a cui non si può dire nulla, che lavora sempre con grande serietà e partecipazione. Abbiamo il dovere, perchè dopo vedi gli avversari che in campo aperto possono sempre metterti in difficoltà, però Noi dobbiamo reggere bene e meglio. Ho rivisto la partita con il Monza due-tre volte. Il problema è sempre la': certe volte ci addormentiamo, non andiamo sulle preventive, con il Monza eravamo cinque giocatori contro due di loro e sistematicamente i due di loro prendevano palla e davano la possibilità di far salire la squadra. Poi devi correre per 50-60 metri a campo aperto, e capisci che diventa più difficile: su questo aspetto dobbiamo migliorare".

Se Belahyane l'ha sorpreso?

"Tutti i giocatori stanno facendo quello che devono fare. Io dico sempre che il calcio moderno è cambiato: quando io ho cominciato nel '97 ai Glasgow Rangers c'erano tre giocatori in panchina, e tante volte non si portavano nemmeno il portiere. Sto parlando del 1997, non del 1950. Dopo ho giocato per tantissimi anni dove c'erano tre cambi, ora sono cinque. Ciò significa che il 50% dei giocatori ha la possibilità di farti vincere le partite. I giocatori si devono far trovare pronti, perchè possono incidere in qualsiasi momento. Tutti quelli che in questo momento stanno facendo bene l'anno scorso hanno trovato poco spazio: è merito loro, perchè stanno spingendo in allenamento, si sono fatti trovare pronti. Belahyane nei primi allenamenti faceva fatica, veniva nel mio spogliatoio e si scusava, gli ho detto "non devi scusarti di niente". Piano piano, ci arriveremo, step-by-step, con la passione e con la voglia si può fare tutto. La bravura è stata la sua, come tutti gli altri giocatori che hanno trovato poco minutaggio e quest'anno stanno giocando da protagonisti".

Se l'esperienza alla Lazio possa far cambiare l'idea all'opinione pubblica su quelle che sono le sue capacità da allenatore?

"Se dovevo ascoltare tutte le persone che mi hanno giudicato per i diciassette anni in cui ho giocato a calcio, facevo un quarto di carriera. Non posso piacere a tutti, l’importante è essere onesti. In tutti questi anni con me non sono stati onesti: è un dato di fatto. Ci sono i numeri. Dopo se uno deve giudicare se hai vinto o no... Vince uno solo, il campionato o la Coppa Italia, poi uno deve vedere il lavoro che ha fatto in questi anni. Non ci posso fare nulla, io lavoro e non mi manca nulla. Lavoro perchè ho passione, perché non mi piace stare a casa, perchè il gioco del calcio mi fa venire il formicolio nello stomaco, dopo 2-3 mesi che sto a casa mi manca maledettamente. Lo faccio perchè mi piace, perchè è la mia vita. Mi piace più fare questo mestiere che quando giocavo, lo sento più mio. Nella vita bisogna dimostrare tutti i giorni un qualcosa. Arriveranno i momenti negativi, giustamente arriveranno delle legnate nel muso, bisogna accettarle e andare avanti e migliorarsi anno dopo anno. Sicuramente oggi sono un allenatore diverso da quando ho cominciato 12 anni fa, sono migliorato, ho più conoscenze. Però c'è sempre da imparare e da migliorarsi. Ci sono tanti colleghi che ogni anno si inventano e fanno cose diverse, per questo bisogna stare sempre aggiornati, studiare e trovare soluzioni. Ogni anno è un anno diverso".

Qual è il compromesso tra gestire e giocare?

"Non cominciare a giocare linea-linea, di non fare passaggini da un metro senza senso, come abbiamo fatto. Dopo l'angolo, dopo 40 secondi che abbiamo preso gol, abbiamo perso 4-5 palle in uscita giocando linea-linea. È l'occupazione, bisogna occupare meglio sia in fase di possesso che non, secondo me il problema nostro è là. Possiamo migliorare, perchè non è soltanto una questione fisica, perchè si corre molto di più a rincorrere gli avversari che stare la' sul riferimento ed aggredire. Bisogna essere bravi a capire e a occupare in maniera perfetta e migliore".

Cambio di formazione? E Pellegrini?

"Pellegrini è rientrato in lista, oggi partirà con Noi: la società ha deciso così. È a tutti gli effetti un giocatore che è a disposizione. Cambio di formazione? Non rispondo, do' dei vantaggi agli altri. Sicuramente cercheremo di mettere la squadra migliore in campo".

Dove si aspetta un miglioramento?

"Di non aver il blackout che stiamo avendo ultimamente di quei 15-20 minuti, perchè anche il blackout che abbiamo avuto con il Monza l'abbiamo patito poco, anche se hanno avuto quattro palle gol nitide. Milan idem, anche se dopo siamo stati bravi a ritornare in partita. Anche a Venezia 20-25 uguali: dobbiamo migliorare su questo aspetto, di non prendere imbarcate, di essere bravi, di avere letture e di tenere campo in maniera migliore. Sto chiedendo questo e dobbiamo migliorare, perchè ci è andata bene fino adesso, e non sempre ti va bene. Abbiamo un portiere che ci sta mettendo una pezza, dobbiamo migliorare in questo se vogliamo continuare a stupire e far parlare di noi".

Importanza di Taylor nella squadra?

"Fa funzionare bene la catena, è un giocatore che si abbassa e ci fa uscire il gioco. Gli ho fatto i complimenti, perchè all'inizio non pressava in questo modo. Adesso quando pressa va con veemenza, sa pressare. Per noi è un giocatore importantissimo, sia in fase di possesso che non. Io vedo quello che fa e quello che da' alla squadra. Con i suoi tagli e i suoi movimenti ci da' grandissime soluzioni quando lavoriamo di catena. In zona centrale dobbiamo decidere se tenere lui tantissime volte oppure Nuno Tavares: è un discorso di occupazione, di sviluppare e di giocare bene di catena. Per me sta facendo molto molto bene".

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