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Lazio, Anellucci: “A Sarri servono diversi innesti. Luiz Felipe? Pretese alte”

Sarri

Le parole del noto agente Fifa sulle prossime mosse nella campagna trasferimenti e sul delicato capitolo dei rinnovi in casa biancoceleste

redazionecittaceleste

Il mercato ha ormai aperto i battenti e in casa Lazio ci sarà da lavorare, per gennaio ma anche per giugno. Senza dimenticare ovviamente il capitolo rinnovi, sempre più delicato. Per analizzare la situazione, allora, ’agente Fifa Claudio Anellucci è intervenuto ai microfoni di tuttomercatoweb.com in esclusiva. Di seguito le sue parole.

 Felipe Anderson

Le esigenze più immediate sono un terzino sinistro e un vice Immobile, ma alla Lazio serve anche altro. Penso che sia necessario prendere un difensore centrale, un regista - visto che Leiva è penalizzato dal modo di giocare di Sarri - e un incontrista. Per quanto riguarda i rinnovi, non conosco bene le dinamiche interne, ma ormai il calcio vive di situazioni delicate su questo capitolo. Il Napoli dovrebbe aver perso Insigne, che ha una caratura superiore rispetto a Strakosha o Luiz Felipe. La Lazio dovrà esser brava a non perderli a zero ovviamente, ma secondo me le richieste di Luiz Felipe sono alte. A 2,5 milioni di ingaggio ci sono tanti giocatori più forti. È un buon elemento che ho sempre stimato, ma ha bisogno accanto di un centrale dominante, lui non lo è. Le sue prestazioni non sono mai da 10 in pagella ma hanno sempre qualche sbavatura.

Per questo 2022 mi aspetto tanto da Felipe Anderson, ne sono innamorato da sempre. Spero che con il lavoro di Sarri riesca a scattare una scintilla mentale. Se è in giornata di grazia può giocare nel Barcellona di 4 anni fa o anche nel Real del triplete. Però poi ci sono i momenti negativi e fa salire una rabbia pazzesca. Ha tutte le qualità sia fisiche che tecniche per essere un top player. Il rinnovo di Sarri? Si tratta di un segnale importante di crescita a livello aziendale. Alla Lazio non c’è mai stato un allenatore del suo calibro, pur con tutto il rispetto per Inzaghi. E neanche Eriksson lo fu. Sarri ha bisogno degli strumenti giusti e di due o tre sessioni, come ha detto, per sistemare la squadra.