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Lazio, apoteosi dopo la paura: Frosinone ko in rimonta e tre punti cruciali

Lazio-Frosinone
I biancocelesti sprecano nel primo tempo poi vanno sotto, ma la reazione è finalmente quella di una grande: il 2023 si chiude in trionfo
Michele Cerrotta

Ultima gara dell’anno di scena all’Olimpico, la Lazio ospita un Frosinone fermo a due punti in trasferta per provare a chiudere il 2023 con un successo che varrebbe oro in termini di classifica e fiducia. E l’approccio è anche quello giusto: la squadra è vivace e tiene il pallone, mettendo sotto pressione la difesa del Frosinone e provando a farsi vedere con costanza dalle parti di Turati. Ancora una volta però mancano la lucidità nell’ultimo passaggio e la cattiveria sotto porta. Parte ispirato Felipe Anderson, che nel corso del primo tempo si intestardisce però troppo provando la giocata personale. Buono l’approccio di Castellanos, bravo come sempre in fase di lotta e sponda in mezzo al campo ma inspiegabilmente timido in area. L’argentino non calcia mai, preferendo spesso giocate complicate a conclusioni facili. Quelle che potrebbe avere anche Kamada: era l’altro giocatore atteso e risponde subito presente.

Parte bene, prova a portare a termine diverse incursioni nell’area avversaria e apre il gioco quando può. Peccato che venga troppo spesso ignorato dai compagni: è spesso ben posizionato, ma raramente viene servito. È la fotografia di un primo tempo giocato ad alta intensità dalla Lazio senza però riuscire a colpire un Frosinone che prova invece a farsi vedere senza rendersi mai davvero pericoloso. I fischi dopo i due minuti di recupero della prima frazione certificano l’insofferenza dello stadio, resa ancora più plateale a inizio secondo tempo. Sarri lascia negli spogliatoi Felipe Anderson e inserisce Isaksen: piovono fischi per il brasiliano al momento del cambio, applausi convinti invece per il danese. Ma è Pellegrini a prendersi la scena dopo quaranta secondi: il terzino prova la conclusione da distanza siderale e la palla sfiora il palo sinistro della porta di Turati spegnendosi sul fondo.

Al decimo della ripresa cambia però la gara: prima si fa male Pellegrini, sostituito da Hysaj, poi due minuti dopo Guendouzitocca il pallone con la mano nell’area della Lazio. Il Var richiama l’arbitro che non considera una lieve trattenuta sul calciatore biancoceleste e fischia il rigore. Ammoniti Patric e Sarri per proteste durante il check al Var. Dal dischetto va Soulé che spiazza Provedel e fa 1-0. La Lazio accusa il colpo, poi prova a reagire. Ci va vicino Castellanos su un cross di Guendouzi, ma l’argentino non riesce a impattare la palla di testa da ottima posizione. Subito dopo Sarri toglie Kamada - fischiato anche lui - per inserire Vecino. E la mossa risveglia la Lazio: bellissimo il cross di Isaksen per Castellanos al 70’, ancor più bello lo stacco imperioso del Taty che di testa pareggia i conti con un’esultanza rabbiosa e liberatoria.

Il gol risveglia la Lazio, due minuti dopo i ruoli si scambiano: Castellanos serve Isaksen che col mancino batte Turati e segna il suo primo gol biancoceleste. Si accende la partita: Okoli viene ammonito al 74’, Barrenechea e Isaksen quattro minuti dopo. Nel mezzo il doppio cambio di Di Francesco: fuori Harroui e Kaio Jorge, dentro Cheddira e Caso. Cambia ancora il Frosinone al 79’: fuori Garritano e dentro Kvernadze. La Lazio prova a chiuderla, e ci riuscirebbe anche all’80’: ottimo recupero di Zaccagni che apre per Isaksen, il danese mette ancora dentro per Castellanos che insacca a in posizione di fuorigioco. Non c’è fuorigioco che tenga - nonostante un controllo - sul gol di Patric al’84’: corner di Zaccagni, deviazione in area e palla che arriva allo spagnolo che mette in ghiaccio il match. Ultimi cambi per Sarri due minuti dopo: fuori Zaccagni e Rovella, dentro Pedro e Cataldi.

All’89’ ultimi cambi anche per Di Francesco: fuori Brescianini e Soulé, dentro Bourabia e Cuni. Sono sei i minuti di recupero concessi dall’arbitro, sufficienti per far vedere una delle più belle azioni corali della stagione biancoceleste: solo la traversa nega a Isaksen una doppietta che sarebbe stata meritatissima. Al 95’ sfiora poi la doppietta anche Castellanos, ancora su cross di Guendouzi: decisiva la parata di Turati. Ma conta poco se non per le statistiche, le stesse che aggiorna Cataldi facendosi ammonire a un passo dal 96', quando l’arbitro fischia la fine del match e la Lazio porta a casa un successo vitale, dimostrando finalmente carattere e capacità di reazione dopo uno svantaggio che poteva pesare come un macigno. Con la speranza che, finalmente, sia arrivata la scossa in grado di far svoltare la stagione.

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