Lazio, Bisignani: "Lotito, anziché replicare alle dieci domande, ha scelto altre strade"
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Nuovo intervento di Luigi Bisignani su Il Tempo, con una lettera volta a rispondere a quella di Guido Paglia pubblicata ieri sulle pagine del quotidiano:
"Godiamoci la testa della classifica. E rispondo volentieri alla lettera di Guido Paglia pubblicata ieri, che ringrazio anche per i numerosi spunti di riflessione. Come dimenticare, pero, la comunicazione della Lazio quando a guidarla c'era proprio lui, nella fantastica era Cragnotti? Oggi, con il signor Floridi, si bisbiglia soprattutto all'orecchio degli amici del Fatto e del Domani.
Paglia torna sulla vicenda JP Morgan e conferma quanto aveva già scritto: un interesse concreto per conto di Rocco Commisso, prima che acquistasse la Fiorentina. Parliamo di una storia di oltre sette anni fa, che viene presentata come se fosse una questione di questi mesi. Quanto all'indagine, non posso dire che sia arrivata come un fulmine a ciel sereno. Da tempo circolavano indiscrezioni sulle iniziative intraprese da Lotito e sulle sue visite in procura, delle quali aveva scritto anche a tutta pagina il Fatto. Io ero stato persino più preciso, ricordando anche quelle in via in Selci.
Non avendo nulla da nascondere, ho continuato a rispondere alle migliaia di lettere arrivate in redazione. L'origine del primo articolo, uscito il 31 maggio dopo anni di protesta dei tifosi, del resto ho raccontata decine di volte: l'insistenza di mio figlio.
Un complotto in famiglia, insomma. Con l'aggravante della lazialità. Lotito, anziché replicare a quell'articolo e alle dieci domande che poi gli erano state rivolte, ha scelto altre strade. E dire che forse sarebbe bastata una cena: chiesta proprio da lui e poi annullata, sempre da lui, dopo la pubblicazione della lettera al direttore Capezzone su Nerone e Cincinnato.
Avremmo risparmiato telefonate, comunicati e forse anche qualche fascicolo. Già che ci siamo, chiariamo quel paragone: era affettuoso e ironico, in pieno stile Lotito. Tra Nerone e Cincinnato suggerivo il secondo, capace di tornare ai propri campi dopo aver servito la città. Aver salvato la Lazio è un merito sempre riconosciuto a Lotito. Le strade imboccate finora sembrano invece averlo allontanato ancora di più dai tifosi, raffreddando anche i rapporti con le istituzioni e con settori del suo partito. Le giravolte tra Molise e Calabria non hanno aiutato. E la marcia dei trentamila, insieme a uno stadio vuoto, dovrebbe farlo riflettere.
Due parole sul Fucino, visto che Paglia ricorda l'indagine. Con l'AD Francesco Maiolini i pochi scambi telefonici sono stati quelli tra due tifosi laziali preoccupati per la propria squadra. Nulla di strano, come osserva con ironia Michele Serra su Repubblica. Con il presidente Masi ci conosciamo invece da quarant'anni. Ci siamo sentiti innumerevoli volte perché stiamo pensando a un libro-intervista sulla sua esperienza nelle istituzioni, intrecciata con la mia: dalla Banca d'Italia dei tempi di Baffi e Lamberto Dini agli anni di Berlusconi e D’Alema.
Ma il passaggio più bello del la lettera di Paglia riguarda suo nipote e il desiderio di portarlo all'Olimpico per mano. Io di nipoti ne ho otto e lo capisco bene. Le carte passano, la Lazio resta. Purché ci siano ancora bambini da accompagnare e nonni felici di farlo. Forza Lazio, sempre".
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