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Lazio, Cataldi racconta il derby: “Simbiosi con la tifoseria, è un titolo a parte”

redazionecittaceleste

Primo episodio di My Way: partendo dalla coreografia della Nord ispirata a Shakespeare rivivi il derby con le parole di quattro biancocelesti

Primo episodio di My Way, produzione dei canali ufficiali biancocelesti che in quest’occasione, sfruttando la coreografia ispirata a Shakespeare della Curva Nord, rivive il derby con le parole di quattro protagonisti di casa Lazio. Parola ai romani, parola a Cataldi, Romagnoli, Pellegrini e Cancellieri. Queste, allora, le parole di Danilo Cataldi. “Una bella scena per Roma, è stata una scena bellissima. Quando poi entri in capo e vedi quello che fa il tuo popolo è ancora di più. Ne ho vissuti tanti, anche se pochi dal campo. Di quelli che ho vissuto questo è stato forse uno di più in simbiosi tra la squadra e la tifoseria. Quello che poi ho visto dopo, della coreografia, sono andato a leggerlo.

Vai a cercare il perché è stata fatta quel tipo di coreografia, il motivo. È stato un derby di attaccamento tra noi che siamo dentro e loro che rappresentano tutto quello che siamo fuori. È stato uno scambio equo. Noi dal campo ce lo godiamo poco, subiamo un po’ la pressione che si respira nel pre. E quando si avvicina il fischio finale siamo concentrati su quanto c’è da fare. È stato un derby stupendo. Quando ha fatto gol Zaccagni sono impazzito, non sto correndo tanto di solito nelle esultanze perché non ce la faccio più. Ma questa mi ha liberato da tutto quello che era la partita. Poteva arrivare una palla inattiva o qualcos’altro a metterti in difficoltà, il gol è stato una liberazione.

A me sudano le mani in maniera incredibile, lo vivo con molta ansia e sono molto teso, non so mai cosa può succedere. Ho una paura positiva che porta ad avere un’attenzione in più. Si respira in maniera differente, il derby molto di più ma anche gli obbiettivi stagionali, l’attaccamento alla maglia. Quello che può darti un ragazzo cresciuto qui, che respira la città. Anche se tutti dicono che è una partita da provinciale perché sono due squadre che meriterebbero palcoscenici importanti anche in Europa, alla fine quando giochi questa partita a me piace essere provinciale. Quando c’è questa partita essere provinciali, vincerla in maniera sporca è bello. Vorresti vincere in Europa, il campionato, sì. Però questa è un titolo a parte, stretto dentro questa città. E sarà sempre così a prescindere dagli allenatori che verranno e dai giocatori che ci saranno”.