Città Celeste Lazio News Il Lazio Club Cave: "Presidente, ha fallito: ecco perchè"

Il Lazio Club Cave: "Presidente, ha fallito: ecco perchè"

Lorenzo Focolari
La lettera scritta dal Lazio Club Cave "Alberto Dottori" all'interno della quale è stato espresso un parere sulla gestione di Claudio Lotito

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Il Lazio Club Cave "Alberto Dottori" ha pubblicato sui propri canali social una lunga lettera all'interno della quale è stato espresso un punto di vista riguardante il lavoro svolto da Claudio Lotito in questi 22 anni da presidente della Lazio. Di seguito la lettera integrale:

"Se una costante c'è stata in questi lunghi 22 anni, non sono stati i trofei vinti, il 26 maggio, la litania sul salvataggio, ma il suo tentativo - che non può che essere consapevole - di distruggere l'unico patrimonio immateriale, ineguagliabile ed immenso, che la SS Lazio dal 1900 possiede: LA LAZIALITA'.

In questi lunghi 22 anni Lei ha tentato, in modo tanto maldestro quanto consapevole, di "sostituire" i Laziali con qualcosa di diverso.

Sa, presidente, perché ha fallito?

Perché i Laziali sono insostituibili, tanto più quando il maldestro tentativo è perseguito da chi è estraneo ad essi ed ai valori che li contraddistinguono dal 1900. Valori e caratteristiche che Lei ed il Suo sempre più risicato entourage (a proposito di sparute minoranze) non possiede, che Le sono estranei e che non potrà mai possedere poiché, semplicemente NON E' LAZIALE: la sobrietà, l'eleganza, la signorilità, la nobiltà d'animo, la raffinata dialettica, la generosità, la gratuità, quel non so che di affascinante che rende il Laziale riconoscibile in mezzo ad un milione di individui.

Più che altro le Sue "caratteristiche" sono riconoscibili nel prototipo del "tifoso" dell'altra squadra della Capitale, quello, insomma, che ha reso "i cugini" famosi attraverso i film di Verdone, "I Cesaroni" o nelle diverse interpretazioni di Mattioli.

Se un merito Lei ha avuto è che in questi 22 anni è riuscito a farci aprire gli occhi, a unire tutto il Popolo laziale contro uno stile che non gli appartiene, in difesa di valori dei quali, esso sì, è custode.

Non è più tempo, presidente, di letterine varie, è tempo che qualcuno prenda atto che, nel 2004, è stato commesso un grave errore e che questo errore va nel minor tempo possibie riparato.

Lei, con la Storia della SS Lazio 1900, non c'entra francamente nulla; non ha meriti, nemmeno quello del più volte autocelebrato salvataggio: tutto ciò che faticosamente è stato conquistato in questi 22 anni non è merito Suo ma della SS Lazio 1900 che, nonostante Lei, possiede un patrimonio immateriale di cui non potrà mai disporre: LA LAZIALITA:

Siamo, così narrano le cronache, il Club più antico della Provincia di Roma: quando Lei ancora non era nato noi già esistevamo. Continueremo ad esistere, non se ne dolga, nonostante Lei.

Grazie per aver unito il Popolo laziale, grazie per averci fatto capire che lei è semplicemente inadeguato, che la SS. Lazio 1900 è qualcosa più grande di Lei ed a cui non potrà mai essere associato poiché, semplicemente, non ne possiede i genomi.

Chi dovrebbe intervenire a questo punto?

Beh, chi l'ha chiamata 22 anni fa e a chi La chiama tuttora per un seggio o per convenzioni e collaborazioni.

A questi "rappresentanti del popolo" diciamo che la devono ringraziare per un ulteriore de-merito: quello di aver fatto scegliere il Popolo laziale da quale parte NON essere.

Se la democrazia è sacra, lo è soprattutto per il valore del voto e per il diritto di affidarlo liberamente a chi NON È come Lei ed ai partiti con cui Lei non ha a che fare".