Le due facce della Lazio: vola in Champions ma in campionato serve la scossa
Non sono tutto, ma dicono tanto: i numeri nel calcio a volte nascondono più di una verità. Mister Sarri lo sa bene, da vecchio banchiere, e per questo la coscienza di ciò che funziona bene e cosa meno è presa da tempo. E di certo non gli sarà sfuggito il trend che vede la sua Lazio brillare in Champions e allo stesso tempo tenere un andamento claudicante in campionato. "Stiamo facendo l'esatto contrario dello scorso anno" ha riconosciuto lo stesso tecnico che sa però di dover invertire questo trend a partire già dalla sfida di domani contro il Cagliari.
Il confronto non lascia spazio alle interpretazioni: solo in rari casi la Lazio di campionato è superiore a quella di Champions. Ragionando per medie, in Europa sono state giocate 5 partite, in Serie A 13: nel primo caso la media di gol a partite è di 1.4 mentre nel secondo di 1.1, con la percentuale realizzativa del 10.5% contro il 9.5%. Maggiori anche i tiri totali (13.4 a 11.3) e in porta (4 a 3.1). Stesso discorso anche per i passaggi effettuati: sono 447.4 quelli di media in Champions, 444.3 quelli in campionato.
Verticalizzazioni (173.6 a 168.3), dribbling riusciti (7.6 a 6.8), sponde (10.2 a 9.4) e falli subiti (11.8 a 11): tutti dati in favore della Lazio di Champions. Le poche voci in cui la Lazio di campionato supera quella europea riguardano i palloni recuperati (52 in Champions contro i 54 di Serie A), i palloni totali giocati (691.8 contro i 692.3), quelli giocati nell'area avversaria (19.2 a 21.1) e i cross (9.6 a 11.2). Per ripartire in Serie A dunque servirà una Lazio formato Europa.
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