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ESCLUSIVA – Siviglia: “Lazio qualcosa in più del Lecce, ma la ripartenza…”

redazionecittaceleste

L'ex calciatore, doppio ex di giornata, parla in esclusiva della partita in programma domani pomeriggio dei biancocelesti contro i salentini

Un anno importante a Lecce in prestito dal Parma prima di arrivare alla Lazio rimanendo a Formello per sei anni, fino alla fine della carriera. Un doppio ex in vista della gara contro i salentini e, allora, Cittaceleste ha contattato in esclusiva Sebastiano Siviglia. L'ex calciatore biancoceleste è intervenuto su Cittaceleste TV - canale 85 del digitale terrestre - durante Io tifo Lazio, condotto da Lorenzo Beccarisi e Valerio Marcangeli.

Che partita sarà quella di domani? Forse presenta più insidie di quanto dice la classifica?

Il Lecce ha attraversato un periodo difficile tra ottobre e novembre, poi nelle ultime settimane prima di chiudere la parte pre natalizia del campionato è stata piacevole. Ha ottenuto 7 punti, vincendo gare importanti. Ha chiuso l’anno nel migliore dei modi e rimettendosi in una posizione un po’ più tranquilla. A oggi con l’interruzione del campionato è tutto da rivedere, ci si riorganizza e si prova a continuare sul vecchio andamento. Ma è una ricerca, non c’è continuità quando ci si ferma così a lungo. È normale lasciare qualcosa per strada, anche dal punto di vista della continuità mentale. Bisogna ritrovare gli equilibri, è tutto da vedere”.

Quanto è difficile da allenatore tenere alta la concentrazione dei calciatori dopo tutto questo tempo senza gare ufficiali? E da calciatore quanto è difficile tenere alte le motivazioni?

Devi essere bravo a riattivare mentalmente i tuoi giocatori, a riportarli subito al prossimo impegno. Quando si molla per una settimana o dieci giorni è più facile dal punto di vista fisico rispetto a quello mentale. Quest’ultimo discorso non è semplice, si porta dietro un’attesa più lunga. Bisogna saper motivare bene i propri giocatori. Per l’atleta, bisogna subito canalizzare tutto verso la gara. Bisogna farsi trovare pronti. L’allenatore ha a che fare con venticinque teste, il giocatore pensa per sé. E questo aspetto individuale porta a lavorare per essere pronti e ritrovare lo stato di forma. Penso che con due-tre settimane, senza carichi fisici importanti, sia possibile riacquisire il migliore stato per affrontare le gare nel modo giusto”.

Quanto inciderà la mano degli allenatori in questo primo mese?

Incide tanto. La bravura di un allenatore penso sia quella di far sentire vivo il prossimo impegno. Tenere caldi i giocatori mentalmente e fisicamente. A volte serve rompere il ghiaccio, per poi avvicinarsi a quello stato di forma. L’allenatore serve per tastare il polso, come termometro. Ogni club ha un termometro diverso, sta all’allenatore saper capire quale sia la temperatura della squadra. Se più spensierata e leggera o se concentrata nell’affrontare la gara. L’allenatore deve avere il termometro per sapere capire la situazione. L’importante è avere il termometro della squadra”.

Chi ti aspetti dal primo minuto nella Lazio? Da chi invece ti aspetti molto in partita?

Mi aspetto risposte prevalentemente dai calciatori andati ai Mondiali. Voglio vedere come rispondono, di solito chi parte stenta a ripartire bene soprattutto per le risorse mentali dopo un periodo simile. Poi mi aspetto anche risposte di un certo tipo dalla squadra intera. La Lazio ha diverse risorse, rispetto allo scorso anno la trovo molto più compatta. Sa difendere bene e sa coprire bene gli spazi. Tende a mettere sotto l’avversario, si vede davvero la mano di Sarri quest’anno. L’anno scorso ha creato le basi, quest’anno dà la sensazione di poter competere con chiunque e raggiungere l’obiettivo prefissato. Dovrà guardarsi però anche dietro, ci sono squadre che stanno tornando su. Non sarà semplice ma è una Lazio diversa rispetto all’anno scorso, quest’anno ho la sensazione ci sia molta più continuità rispetto al passato. È una squadra che sa come far male, tende a dominare l’avversario e ritorneranno in pista di sicuro con la voglia di rimanere agganciati al treno Champions”.

Come si spiega questo cambiamento difensivo della Lazio?

La scelta su Luis Alberto rientra in questo concetto di ricercare l’equilibrio. Lo spagnolo mi piace tantissimo, forse nella fase di non possesso magari però tende a perdere le distanze e non essere legato completamente al reparto. Forse la ragione nello scegliere un altro giocatore è proprio questa. Tutta la squadra si comporta in modo compatto, solo Immobile rimane davanti a fare da riferimento. È tutto il gruppo ad avere un unico atteggiamento indirizzato a stringere i reparti per rendere solida l’azione difensiva della squadra. Non è facile superare la Lazio, lo dicono i numeri”.

Un giudizio da ex centrale sulla coppia Romagnoli-Casale? Sarà un anno importante anche in chiave Nazionale?

Romagnoli ha portato tanta qualità, è stato un colpo a zero importantissimo. L’organizzazione valorizza comunque i giocatori, sono convinto che sia lui che Casale stiano beneficiando dell’organizzazione della Lazio. Questo permette a entrambi di valorizzarsi ulteriormente. Se dovesse anche arrivare un terzino sinistro di piede mancino potrebbe crescere ulteriormente il valore. L’organizzazione creata da Sarri è da premiare al di là dei giocatori che si stanno facendo apprezzare dal punto di vista individuale”.

Sponda Lecce quali saranno i pericoli principali per la Lazio? Cosa ne pensi di Gonzalez?

Gonzalez l’ho visto anche in Primavera, stava facendo molto bene e si vedeva che è un giocatore superiore rispetto alla media. Ha qualità e forza, abbina le due fasi in modo ottimo. Si butta dentro, riesce a buttarsi con una certa facilità dentro l’area, ha grande capacità aerobica. Per quanto riguarda il Lecce in generale, penso che la Lazio tenda a dominare gli avversari con passaggi stretti e corti che spostano l’avversario da una parte all’altra. Mi immagino che il Lecce voglia lavorare molto sul recupero e la ripartenza. Poi si tratta di una squadra fisica e organizzata che sicuramente proverà a mettere in difficoltà la Lazio. Penso che dal punto di vista qualitativo la Lazio abbia qualcosa in più. Milinkovic è un giocatore straordinario per esempio, ma bisogna vedere come risponde dopo il Mondiale. Gli stati di forma contano molto secondo me, le prime partite sono un salto nel buio. Gli allenatori avranno molto da fare su questo, sei obbligato a valutare bene la forma dei giocatori”.

Quanto è stato importante per te l’anno a Lecce?

Lecce è una terra che sente molto il senso di appartenenza. Ho vissuto lì poco meno di un anno, sono stato benissimo pur avendo fatto molta fatica a livello di squadra nella prima parte di stagione. Ci siamo salvati a due giornate dalla fine vincendo in casa con l’Inter e scrivendo tanti record del Lecce in Serie A. Venivo da un periodo altalenante, l’anno successivo arrivai poi alla Lazio. È stato un trampolino importante che mi ha portato a vivere sei anni stupendi, non potevo chiedere di meglio per la mia carriera che chiudere in un club così importante con risultati di rilievo”.

Domani si riparte: cosa ti aspetti dal campionato da qui alla fine?

La situazione extra campo della Juve potrebbe essere una motivazione in più per i giocatori, vorranno dare un’ulteriore spinta. Poi il resto lo farà chi di dovere valutando l’operato della dirigenza. Al di là di questo, penso che ci saranno novità, un tempo così lungo di sosta non c’è mai stato. Bisogna stare sul pezzo, i grandi club inevitabilmente subiranno l’effetto del Mondiale. Secondo me il Napoli sta facendo un campionato che nessuno si aspettava, l’Inter potrebbe ambire a risultati importanti così come il Milan. Sarà un campionato interessante, ci saranno segnali importanti da qui ai prossimi mesi”.