Lazio, è il fallimento delle idee?
di Alessandro Antei
"Chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quel che lascia ma non quel che trova." Dopo Igli Tare, i tifosi della Lazio confidavano nell'arrivo di un grande direttore sportivo. L'ex ds, infatti, nonostante i molteplici acquisti sbagliati (Alfaro, Jony, Vavro, Muriqi ecc.) ha comunque portato discreti risultati: 3 Coppe Italia, 3 Supercoppe e quattro qualificazioni in Champions League. Il tutto spendendo 343.06 milioni di euro in 12 anni.
A partire dalla stagione 2023/24, Angelo Mariano Fabiani -direttore sportivo della Lazio Primavera e della Lazio Women- viene promosso come ds della prima squadra maschile. L'obiettivo dell'ex Salernitana è quello di ringiovanire la squadra e renderla ancora più competitiva nel giro di tre anni. Considerando che la stagione prima Sarri ha portato la squadra al secondo posto, migliorarlo significa essere in pianta stabile in Champions e lottare per lo scudetto.
Oggi, tre anni dopo, la Lazio ha fatto un passo indietro di 12 anni. I biancocelesti sono obbligati a vincere contro il Pisa per non finire sotto a Udinese e Sassuolo. Il club capitolino non era fuori dalle prime 8 in Serie A dalla stagione 2013-14: un autentico disastro. E i suoi tre anni da direttore sportivo sono ancora peggio.
Da quando è arrivato ha speso circa 181 milioni di euro complessivi e ne ha incassati solamente 144: una perdita di circa 37 milioni. Dei soldi spesi, una cifra vicina agli 85 milioni è servita esclusivamente per il reparto offensivo, dove sono arrivati: Castellanos, Isaksen, Dia, Tchaouna, Noslin e Ratkov (arrivato nella scorsa sessione invernale e ad oggi non pervenuto). In tre stagioni, tra Serie A e coppe, hanno segnato complessivamente 61 reti.
A questo conto va aggiunto Daniel Maldini, arrivato a gennaio in prestito oneroso (1 milione di euro) con diritto di riscatto fissato a 14 milioni. L'obbligo è svanito dopo la sconfitta in finale di Coppa Italia e la mancata qualificazione alle competizioni europee. La dirigenza, comunque, non sembra orientata a riscattarlo dall'Atalanta: da gennaio solo 2 gol e un assist.
Il dato dell'attacco, già terrificante di suo, diventa ancor più inquietante se si pensa che gli attaccanti arrivati prima di Fabiani, nello stesso arco di tempo, hanno messo a segno complessivamente ben 46 gol. Il contratto del 'Condor di Cerveteri' è in scadenza a giugno 2027, tuttavia, come da lui dichiarato, in caso di fallimento si sarebbe dimesso. I risultati si commentano da soli e per questo motivo i laziali si augurano che Lazio-Pisa sia la sua ultima gara da direttore sportivo.
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