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Lazio, Giordano: “L’idea di Sarri deve entrare nella testa dei calciatori”

Maurizio Sarri a Formello

L'ex centravanti della Lazio, Bruno Giordano, è intervenuto radiofonicamente dove ha parlato dei biancocelesti

redazionecittaceleste

L'ex Lazio, Bruno Giordano, all'indomani della sfida tra Italia e Spagna è intervenuto ai microfoni di Radiosei dove ha detto la sua sulle due realtà calcistiche e sull'accoglienza che il pubblico di San Siro ha riservato all'ex rossonero Gianluigi Donnarumma: "Il problema dell'Italia è che diamo per giovani calciatori di 25 anni. La Spagna ha fatto scende in campo calciatori nati dopo il 2000. Quelli sono i giovani sui quali puntare. Da noi quelli della loro età fanno ancora la Primavera, se non meno. Credo che se li fanno giocare è perché hanno coraggio in Federazione e sono bravi gli elementi. Gli azzurri hanno talento, in quasi tutti i reparti, ma fanno sempre fatica contro le Furie Rosse. Penso che questo dipenda anche dal fatto che i loro attaccanti pressano molto di più dei nostri. Questo permette di puntare sul possesso palla che poi è la specialità degli iberici. In dieci contro undici ci hanno preso a pallate. Se avessero avuto un punto di riferimento come poteva essere Morata, sarebbe stata una partita ancora peggiore. La Nazionale, però, ha dimostrato ancora una volta di poterle giocare certe sfide di alto livello".

 Italia-Spagna

Sui fischi a Donnarumma

"Quando uno ha la maglia azzurra non deve essere toccato. In quel momento rappresenta l'Italia e non chissà quale sua ex squadra. In una partita ci può anche stare, ma il contesto è stato sbagliato. Così come lo è fischiare l'inno avversario. Luis Enrique, piuttosto, ci ha riempito di elogi dopo che li abbiamo eliminati (ad Euro2020, ndr). Pecco perché come Paesi siamo anche abbastanza simili". 

Sulla Lazio e Sarri

In conclusione l'ex bomber si è concesso anche un pensiero sulla Lazio di Maurizio Sarri in questo momento: "L'idea di Sarri deve entrare soprattutto nella testa dei calciatori che per cinque stagioni hanno giocato un calcio diverso. A Napoli è stato intelligente, perché ha capito che la sua proposta di 4-3-1-2 non funzionava. Lì è stato agevolato dal fatto che il gioco precedente dei partenopei, con Benitez, era più simile ai quello che è poi diventato il sarrismo".