Città Celeste Lazio News Lazio-Inter, Guida presuntuoso e irritante: eccede in una gestione troppo soft
Lazio News

Lazio-Inter, Guida presuntuoso e irritante: eccede in una gestione troppo soft

Stefania Palminteri
Gli episodi da moviola nella finale di Coppa Italia. Analizzata la prova del signor Marco Guida, arbitro della sezione di Torre Annunziata

Vai nel canale Telegram di Cittaceleste >

Primo tempo

L'intensità è quella di una finale che vale tanto da ambo le parti. E la mole di lavoro per Guida non è indifferente fin dai primi minuti: al 6' estrae correttamente il primo cartellino giallo del match all'indirizzo di Bisseck dopo un'entrata scomposta ai danni di Noslin. Opta per la stessa sanzione anche dopo un fallo tattico, anche questo scomposto, di Bastoni su Noslin, pochi minuti più tardi. Al 30' Barella si lamenta col fischietto di Torre Annunziata per un contrasto energico di Taylor.

È bravo, comunque, l'arbitro a sedare sul nascere una scaramuccia tra Patric e Lautaro Martinez in merito. Pochi secondi più tardi arriva anche la prima ammonizione lato Lazio: entrata scomposta di Gila ai danni di Thuram, corretta l'interpretazione di Guida. L'arbitro campano dimostra personalità nel corso della prima frazione, pur lasciando correre su almeno un paio di contatti che avrebbero meritato attenzione - il mancato fischio di un fallo di Akanji su Zaccagni e un sospetto corpo a corpo in velocità tra Isaksen e Bastoni, già ammonito -.

Secondo tempo

La ripresa si apre sulla falsariga di quanto visto nel primo tempo, ma Guida eccede in personalità e non ravvisa due falli molto evidenti di Dumfries ai danni di Zaccagni nello svolgimento della stessa azione. Il fischietto campano cala alla distanza, ma il lavoro per la squadra arbitrale cala, comprensibilmente, e i contatti diminuiscono, favorendo la gestione arbitrale.

Una gestione esageratamente soft, che porta a ritardi continui nella ripresa del gioco da parte dei giocatori dell'Inter e genera una rissa allo scoccare dell'85'. Nella ressa vengono ammoniti in cinque: Ianni, Pedro, Zaccagni, ma anche Dimarco e Barella.