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Lazio, Inzaghi prepara la sfida da ex e pensa alla notte del quasi rinnovo

Lotito e Inzaghi

Manca ancora una settimana prima del personalissimo derby di mister Simone Inzaghi. Il tecnico piacentino sfiderà la sua ex Lazio

redazionecittaceleste

Sabato prossimo il tecnico Simone Inzaghi sfiderà la sua ex Lazio per la prima volta in carriera da allenatore avversario. Un emozione per l'ex biancoceleste tornare in un Olimpico che per più di vent'anni è stata casa sua. Ciononostante, per l'occasione il pubblico gli riserverà un trattamento speciale. Difficile pensare che i fischi saranno la maggioranza, ma è anche complicato credere che saranno solo applausi. Nella Capitale l'allenatore piacentino, sia da mister che da calciatore, si è tolto delle belle soddisfazioni. Tuttavia, il prossimo fine settimana si presenterà da avversario e sarà giusto trattarlo come tale. Nel frattempo, l'edizione odierna del Corriere dello Sport, ha ricostruito le sue ultime ore da tecnico biancoceleste.

 Simone Inzaghi

L'interesse per Gattuso

Stando a quanto si apprende dalla colonne del quotidiano sportivo, a spingere il classe 1976 ad abbandonare la sua confort zone, ci avrebbe pensato una sensazione di tradimento avvenuta durante le ultime battute dello scorso campionato. Avvenuta quando ha saputo che la sua ex società di appartenenza, con a capo Claudio Lotito, si era messa in contatto con Gennaro Gattuso. Per un buon periodo è sembrato Ringhio il papabile successore dell'ex tecnico. Ma alla fine, quando tutto sembrava andare verso la firma del rinnovo, l'ex centrocampista rossonero si è accasato allaFiorentina.

La notte del rinnovo

Insomma, la notte tra il 26 maggio e il 27 maggio forse non è andata proprio come tutti credono. Nonostante il contratto fosse pronto e con tanto di firma del numero uno biancoceleste, nella testa di Inzaghi c'era già una certa voglia di iniziare un nuovo capitolo. E quello sulla panchina dei campioni d'Italia in carica è sicuramente una parentesi allettante. I 2,6 milioni di ingaggio offerti dalla sua vecchia società di appartenenza non sono bastati per convincerlo a restare per altri tre anni. Con lui è partito anche Joaquin Correa, attaccante argentino che ha chiesto la cessione subito dopo la chiamata del mister da parte dei nerazzurri.